Home Extra Coronavirus Coronavirus, 3 aprile: 766 decessi, oltre 80mila tamponi in 48 ore

Coronavirus, 3 aprile: 766 decessi, oltre 80mila tamponi in 48 ore

Emergenza Coronavirus, il bollettino dalla Protezione Civile del 3 aprile: il capo Dipartimento Angelo Borrelli ha aggiornato il numero dei morti in Italia, dei nuovi contagi e dei guariti. Accanto a lui il prof. Massimo Antonelli del Policlinico Gemelli di Roma.

Aggiornati i dati relativi al CoronavirusAngelo Borrelli ha aperto la quotidiana conferenza stampa accanto al prof. Massimo Antonelli (direttore del Dipartimento di Emergenza e Rianimazione del Policlinico Gemelli nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico) ed ha comunicato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia. Il bollettino ufficiale afferma che nelle ultime 24 ore ci sono stati 1.480 dimessi guariti, per un totale di 19.758. I decessi sono stati 766, per un totale di 14.681. Il numero dei contagi è aumentato di 2.339 unità. In tutto si arriva a 85.388 casi attivi (119.827 in tutto). Di questi 52.579 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi (pari al 61% del totale, percentuale in crescita), 4.068 sono in terapia intensiva e sub-intensiva mentre 28.741 sono ricoverati con dei sintomi. Alla data del 3 aprile sono stati effettuati 619.849 tamponi (di cui 80.000 nelle ultime 48 ore).

Grazie al sistema della Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario) sono stati trasferiti altri 9 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia ad altre regioni – 38 accolti dalla Germania – per un totale di 114 individui. Di questi 74 sono positivi al Coronavirus e 40 sono pazienti ordinari. Accresciuto ulteriormente il numero delle tende di pre-triage, salite a 792 presso gli ospedali e stabili a 151 presso gli istituti penitenziari. Al momento sono stati coinvolti 16.798 volontari della Protezione Civile. Inoltre tra sabato 4 e domenica 5 partirà il primo contingente della task force di infermieri, indirizzati verso le regioni maggiormente colpite dall’emergenza: Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Liguria, Marche, Valle D’Aosta e Trentino Alto Adige.

Angelo Borrelli ha aperto la quotidiana conferenza stampa accanto al prof. Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Rianimazione del Policlinico Gemelli nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico
Angelo Borrelli ha aperto la quotidiana conferenza stampa accanto al prof. Massimo Antonelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Rianimazione del Policlinico Gemelli nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico

Protezione Civile: alcune rettifiche

Il conto corrente della Protezione Civile ha superato i 104 milioni, di oltre 11 milioni sono già stati utilizzati per l’acquisto di dpi destinati al personale sanitario e ventilatori per la terapia intensiva. Il commissario per l’emergenza Borrelli ha voluto ringraziare ancora una volta i donatori – grandi e piccoli in egual misura – che hanno deciso di fare un versamento. Borrelli ha voluto rivolgere due precisazioni alla stampa, la quale prima di tutto ha equivocato il ragionamento relativo all’inizio della Fase 2 dell’emergenza. Alcuni titoli hanno parlato di un ipotetico 16 maggio, ma il capo Dipartimento ha precisato che al momento l’unica data certa è quella del 13 aprile come specificato dal Presidente del Consiglio dei Ministri. “Stiamo affrontando un virus nuovo, quindi è difficile fare previsioni e abbassare la guardia”, ha concluso.

La seconda precisazione ha preso di mira un noto quotidiano italiano, reo di aver danneggiato ingiustamente un funzionario della Protezione Civile. Borrelli ha ricordato che nei mesi scorsi, come dimostrato da audio ed intercettazioni, il Dipartimento ha lavorato in  modo trasparente ed ga evitato truffe allo Stato. “Tutto ciò è stato possibile grazie al lavoro di squadra e al senso del dovere nel Dipartimento, di cui non posso che andare fiero”, ha affermato infine.

Coronavirus e terapia intensiva

Il prof. Antonelli ha anticipato alcuni dati che verranno pubblicati lunedì 6 aprile su Jama (ovvero sulla rivista scientifica Journal of American Medical Association) relativi agli oltre 1500 pazienti della terapia intensiva di cui finora sono state analizzate le cartelle cliniche. Di questi circa i 3/4 avevano delle patologie pregresse. Sono risultate particolarmente impattanti l’ipertensione e le malattie cardiovascolari. Il 90% di questi pazienti ha avuto bisogno di una ventilazione invasiva (ovvero con intubazione tracheale) e solo il 10% di quella non invasiva. Il tasso di mortalità è stato del 15%, per pazienti di età compresa tra i 65 e i 90 anni.

Per quanto riguarda i pazienti trattati dal Policlinico Gemelli, il 73% dei soggetti ricoverati in terapia intensiva provenivano dal pronto soccorso mentre il 27% da altri reparti (pazienti che quindi si sono aggravati in un secondo momento). La fascia d’età si è rivelata più ampia: 45-64 anni. Importante considerare che nella terapia intensiva la degenza media in questi casi è di circa 10 giorni, con possibilità di estendersi fino a 15-20 giorni. Questo dimostra il forte impatto che non proviene solamente dalla gravità della patologia ma anche dai lunghi periodi di ricovero necessari al suo controllo (i quali mettono a dura prova tutte le strutture sanitarie).

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