Coronavirus 9 marzo, Protezione Civile: altri 97 morti e 1600 nuovi contagi

Coronavirus: il bollettino della Protezione Civile del 9 marzo

Coronavirus: il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e il prof. Giovanni Rezza hanno divulgato il bollettino del 9 marzo 2020 con il numero esatto dei nuovi contagi, la percentuale di letalità e tutte le info sui nuovi ventilatori per la terapia intensiva e subintensiva.

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli e il prof. Giovanni Rezza hanno tenuto una conferenza stampa (qui il video integrale) nella quale hanno divulgato il bollettino ufficiale del 9 marzo 2020 sul tema del Coronavirus.

I guariti della giornata sono stati 102, per un totale di 724. I decessi salgono invece di 97 unità, per un totale di 463 (6 in Lombardia, 14 in Emilia Romagna, 3 nelle Marche, 2 nel Veneto, 2 nel Lazio, 8 in Piemonte, 1 in Liguria e 1 in Toscana). Questa la divisione per classe d’età dei deceduti:

  • 1% tra i 50 e i 59 anni
  • 10% tra i 60 e i 69 anni
  • 31% tra i 70 e i 79 anni
  • 44% tra i 80 e gli 89 anni
  • 14% ultranovantenni
I decessi restano caratterizzati in prevalenza da persone fragili e con pluri-patologie pregresse. Nella giornata del 9 marzo 2020 sono stati registrati 1598 contagi in più, per un totale di 7985 casi. Di questi 4316 persone si trovano ricoverati con dei sintomi, il 10% in terapia intensiva e subintensiva e circa 3000 in isolamento domiciliare. I casi attualmente positivi sono 4.490 in Lombardia, 1.286 in Emilia-Romagna, 694 in Veneto, 337 in Piemonte, 313 nelle Marche, 206 in Toscana, 94 nel Lazio, 119 in Campania, 97 in Liguria, 89 in Friuli Venezia Giulia, 52 in Sicilia, 46 in Puglia, 33 nella Provincia autonoma di Trento, 30 in Abruzzo, 28 in Umbria, 14 in Molise, 19 in Sardegna, 15 in Valle d’Aosta, 9 in Calabria, 9 nella Provincia autonoma di Bolzano e 5 in Basilicata.
Una buona notizia arriva dalla consegna di 325 ventilatori respiratori per terapie intensive e subintensive, per la maggior parte nelle Regioni rosse che stanno subendo le conseguenze peggiori: 90 in Lombardia, 56 in Piemonte, 174 in Emilia Romagna e 5 in Liguria. Ai ventilatori si aggiunge la consegna di oltre 1 milione di mascherine, di cui circa 100.000 negli istituti carcerari affinché si possano portare avanti la normale attività (dopo le rivolte verificatesi nelle giornate dell’8 e del 9 marzo). Sempre in favore delle carceri sono state allestite 80 tende per offrire un pre-triage alle case circostanti.
Rezza, interrogato dai giornalisti in merito al tasso di letalità in Italia, ha precisato che i decessi vanno collegati ad un dato anagrafico. La mortalità in Italia è più alta (si parla del 5% in Italia, del 6% in Lombardia a fronte del 3-4% nel mondo e del 2,5% in Cina) ma ciò è dovuto soprattutto al fatto che popolazione è più vecchia. Ovviamente ciò non rappresenta in nessun caso una consolazione né vuole invitare a sottovalutare il problema, ma dà una risposta razionale al quesito.
A ciò si aggiunge un’ulteriore fattore: la percentuale di mortalità resta sovrastimata in tutto il mondo perché non considera gli asintomatici, che quindi non vengono conteggiati a livello globale. Borrelli e Rezza hanno confermato tuttavia l’estensione della cosiddetta “zona gialla” – vale a dire una zona d’attenzione – in tutt’Italia, per invitare i cittadini alla responsabilità.

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