Coronavirus 22 marzo: la Protezione Civile ha diffuso come ogni giorno il bollettino ufficiale con il numero dei morti in Italia, i nuovi contagi e i guariti. La conferenza stampa con il capo Dipartimento Angelo Borrelli e il direttore del Consiglio Superiore di Sanità prof. Franco Locatelli.
Il capo Dipartimento della Protezione Civile nonché commissario per l’emergenza Angelo Borrelli ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia alla data del 22 marzo 2020. Accanto a lui il prof. Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità. Nel corso dell’ultima giornata i dimessi guariti sono stati 952, per un totale di 7.024. Il numeri di contagi aumenta di 3.957 unità, arrivando così a 46.638 casi attualmente attivi (59.138 in tutto). Di questi 23.683 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 3.000 sono in terapia intensiva e sub-intensiva (il 6% del totale) mentre i restanti sono ricoverati con dei sintomi. Si registrano infine 651 decessi con Coronavirus, per un totale di 5.476.
Sono stati trasferiti altri 2 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia in altre regioni grazie al sistema della Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), per un totale di 63 individui (25 positivi al Coronavirus e 38 pazienti ordinari). La Protezione Civile sta impiegando oltre 8.000 volontari, un numero incrementato di circa 1.000 unità rispetto a sole 24 ore prima. Purtroppo 12 membri del Dipartimento sono risultati positivi al Covid-19, tuttavia sono già state avviate le procedure di sanificazione. Tali soggetti non presentano sintomi particolari e continueranno a lavorare da casa, in remoto.
Franco Locatelli: “Attenzione ai contagi intra-familiari”
Il prof. Locatelli ha rivolto la sua attenzione verso i contagi intra-familiari. Alla luce dell’ulteriore stretta voluta dal Governo con l’annuncio del Premier Conte del 21 marzo, sono proprio i contagi tra membri della stessa famiglia a dover essere bloccati. Per farlo bisogna evitare ogni contatto e attenersi all’isolamento. Il direttore del Consiglio Superiore di Sanità ha poi elogiato gli ultra-settantenni, definendoli “patrimonio della memoria nazionale”. Sono loro però i soggetti più fragili, di conseguenza devono essere protetti il più possibile. Le visite, soprattutto nelle case di riposo, devono essere evitate. La Lombardia sta pagando il prezzo più alto del contagio, soprattutto in alcune regioni in cui si sta consumando un vero e proprio dramma morale, insieme al Piemonte e all’Emilia Romagna.

Le prime misure stringenti sono state adottare l’11 marzo, ma a partire da quella data era chiaro che sarebbe stato necessario attendere il tempo di replicazione del virus e il tempo della diffusione inter-umane, partendo dalla 2-3-settimane. Per questo motivo la settimana che comincia il 23 marzo sarà assolutamente cruciale sotto questo punto di vista: ci si aspetta di vedere un segnale di inversione di tendenza nei numeri ma ciò sarà possibile solo facendo appello al senso di responsabilità di ciascun cittadino. Smentite infine le voci sulla comprovata efficacia del farmaco Avigan (un antivirale che ha suscitato dubbi nell’Aifa ma anche la curiosità del Governatore del Veneto Zaia, il quale vorrebbe avviare una sperimentazione) per guarire dal Coronavirus: ben vengano i trial scientifici e la ricerca ma la comunicazione non deve tirare conseguenze affrettate che finirebbero solamente per generare false speranze nei malati e nelle loro famiglie.
Un focus infine sui giovani: sotto ai vent’anni non esiste al momento nessun decesso e nessun ricovero in terapia intensiva. Solo l’1% delle vittime aveva un’età inferiore ai 50 anni. Il ruolo di queste fasce d’età resta tuttavia cruciale per la diffusione del contagio. La capacità dei loro sistemi immunitari di resistere ad agenti patogeni che prima non conoscevano risulta molto efficace. Il decesso di un paziente di 37 anni – registrato a Roma il 22 marzo – sembra dovuta soprattutto ad un arrivo tardivo nella struttura ospedaliera. Purtroppo le risposte immunitarie possono cambiare da soggetto a soggetto e il sopraggiungere di iper-infiammazioni esasperate possono generare quadri che poi fanno perdere la vita.
























