Coronavirus, 21 marzo: quasi 800 decessi. Ecco l’identikit del paziente tipo

Coronavirus, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha diffuso il bollettino ufficiale del 21 marzo con il numero dei morti in Italia, i nuovi contagi e i guariti; accanto a lui il prof. Silvio Brusaferro per delineare l’identikit del paziente che più rischia il contagio e le sue peggiori conseguenze.

Coronavirus: il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia. Accanto a lui il prof. Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità, ha delineato il il target di riferimento dell’infezione da un punto di vista epidemiologico. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 943 dimessi guariti, per un totale di 6.072. I decessi salgono invece di 793 unità, per un totale di 4.825. Sono stati registrati inoltre 4.821 nuovi contagi. In tutto si arriva a 42.681 casi attivi (53.578 in tutto). Di questi 22.116 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 2.857 sono in terapia intensiva e sub-intensiva (il 7% del totale) mentre i restanti sono ricoverati con dei sintomi.

È stato trasferito un altro paziente in terapia intensiva dalla Lombardia in altre regioni grazie al sistema della Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), per un totale di 61 individui (24 positivi al Coronavirus e 37 pazienti ordinari). L’appello per far parte della task force ha avuto un grande successo: le candidature dei medici sono arrivate copiose e in serata la Protezione Civile fornirà maggiori dettagli sui numeri e sulle modalità in cui questi verranno impiegati. Un ringraziamento è poi stato rivolto ai 52 medici cubani che arriveranno nella giornata di domenica 22 marzo per gestire l’ospedale da campo allestito a Cremona.

21 marzo 2020 - Angelo Borrelli e il prof. Silvio Brusaferro dal Dipartimento della Protezione Civile
21 marzo 2020 – Angelo Borrelli e il prof. Silvio Brusaferro dal Dipartimento della Protezione Civile

Coronavirus: identikit dei pazienti

I dati raccolti finora fanno emergere il target del Coronavirus: la media dei pazienti positivi al contagio da Coronavirus è di 63 anni, mentre l’età media dei deceduti sfiora gli 80 anni. L’infezione colpisce in maggioranza la popolazione maschile. Il tempo mediano che intercorre tra la manifestazione dei sintomi e la diagnosi è di 5 giorni, ma proprio questa è una sfida che bisogna vincere poiché prima si arriva e meglio è (anche per provvedere all’isolamento del soggetto). Le persone decedute presentano le caratteristiche già tratteggiate nei giorni scorsi. I sintomi più significativi restano febbre, tosse e dispnea. La morte sopraggiunge per complicanze legate a polmonite o insufficienza respiratoria. In alcuni casi muoiono persone che avevano già un tumore in fase terminale, nei quali il virus sbilancia gli equilibri che il corpo aveva trovato. Ad oggi non si hanno evidenze che il virus sia mutato – al contrario di alcune notizie circolate nelle ultime ore – mentre l’arrivo di un vaccino purtroppo richiederà ancora mesi nonostante diversi studi si trovino ad una fase avanzata.

Rispettare le regole

Il prof. Brusaferro ha voluto sottolineare l’importanza di essere tassativi nel rispettare le disposizioni del Governo: il decreto firmato dal Ministro della Salute Roberto Speranza ha posto ulteriori restrizioni a dimostrazione che una parte della popolazione non ha ancora preso sufficientemente sul serio l’emergenza. A suo avviso fare due passi è qualcosa di sacrosanto, tuttavia ciò non può trasformarsi in un’assembramento. Le scappatoie sono delle soluzioni che danneggiano chi vi ricorre ma soprattutto danneggiano le persone più fragili. Senza queste attenzioni l’Italia non sarà in grado di rallentare la diffusione dell’infezione. Proprio il distanziamento tra i cittadini è la chiave per contenere il contagio, soprattutto in questo momento in cui la curva sta vivendo una fase di crescita.

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