Coronavirus, 17 marzo: 345 decessi, 2989 nuovi contagi. Ancora nessun farmaco

Coronavirus, il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha tenuto la consueta conferenza stampa con la quale ha aggiornato il numero dei morti in Italia, i nuovi contagi e i guariti: il bollettino ufficiale del 17 marzo in collaborazione con i proff. Nicola Magrini e Ranieri Guerra.

Il capo della Protezione Civile Angelo Borrelli, accompagnato da Nicola Magrini (direttore generale dell’Aifa) e dal prof. Ranieri Guerra dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti dal Coronavirus. Molte le informazioni diffuse attraverso la consueta conferenza stampa (in basso il video integrale) tenuta direttamente dal Dipartimento. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 192 dimessi guariti, per un totale di 2.941. I decessi salgono invece di 345 unità, per un totale di 2.503. Sono stati registrati inoltre 2.989 nuovi contagi. In tutto si arriva a 26.062 casi attivi (31.506 in tutto). Di questi 11.108 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 2.060 sono in terapia intensiva e sub-intensiva (dato che si conferma stabile al 10%) mentre i restanti sono ricoverati con dei sintomi.

Sono stati trasferiti altri 3 pazienti in terapia intensiva dalla Lombardia in altre regioni grazie alla Cross (Centrale remota per le operazioni di soccorso sanitario), per un totale di 50 individui. Messi in campo dalla Protezione Civile ben 4682 volontari, a cui si aggiunge tutto il personale sanitario, la polizia e tutte le forze armate. Sale a 622 il numero delle tende di pre-triage, mentre sono 122 le tende di pre-triage allestite negli istituti penitenziari. Una novità è poi rappresentata dall’ospedale da campo dell’Ana (Associazione Nazionale Alpini), che verrà allestito presso l’Ente Fiera di Bergamo.

Il prof. Nicola Magrini ha parlato delle nuove sperimentazioni che stanno procedendo in questo momento e che presto cominceranno a beneficiare delle cartelle sanitarie dei pazienti italiani. Ovviamente tutti questi sforzi potranno concretizzarsi solamente nelle prossime settimane. Il prof. Guerra ha invece speso delle parole sull’opportunità di aumentare il numero dei tamponi eseguiti: secondo l’esperto non è necessario ricorrere ai tamponi di massa ma si valuterà l’aumento degli stessi sul personale sanitario che per forza di cose si trova più esposto al virus e quindi al rischio di contagio.

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