Coronavirus, 10 aprile: 570 deceduti, ma la pressione sanitaria si allenta

Coronavirus, il bollettino ufficiale della Protezione Civile per l’8 aprile con il numero dei morti in Italia, dei nuovi contagi e dei guariti nelle ultime 24 ore: la conferenza stampa con il capo Dipartimento Angelo Borrelli e il prof. Roberto Bernabei, ordinario di Medicina interna e geriatria.

Aggiornata la situazione Coronavirus (qui tutte le news sull’emergenza): il capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha fatto sapere il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia alla data del 10 aprile 2020. Accanto a lui il prof. Roberto Bernabei ordinario di Medicina interna e geriatria nonché Presidente dell’Associazione Italia Longeva e membro del comitato tecnico scientifico). Nel corso dell’ultima giornata i dimessi guariti sono stati 1.985, per un totale di 30.455. Il numeri di nuovi contagi è pari a 3.951, i quali aumentano i casi attivi di 1.396 unità, arrivando così a 98.273 (147.577 in tutto). Di questi 66.534 si trovano in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi, 3.497 sono in terapia intensiva e sub-intensiva mentre 28.242 sono ricoverati con dei sintomi. Si registrano infine 570 decessi, per un totale di 18.849.

Il capo Dipartimento Angelo Borrelli, affiancato dal prof. Roberto Bernabei, ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia per il 20 marzo 2020
Il capo Dipartimento Angelo Borrelli, affiancato dal prof. Roberto Bernabei, ha aggiornato il numero dei morti, dei nuovi contagi e dei guariti in Italia

In campo ci sono 16.419 mila volontari della Protezione Civile, ai quali si aggiungono i vigili del fuoco, le forze armate e le forze di polizia, oltre al personale sanitario e al personale delle regioni. Il prof. Bernabei ha voluto evidenziare un dato che si sta delineando in modo sempre più netto grazie ai dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità: il ruolo determinate delle comorbilità (ovvero la coesistenza di più patologie diverse in uno stesso individuo). Il 63% dei pazienti deceduti per Coronavirus presentava 3 o più patologie. Il dato dimostra due cose: da una parte che i cittadini che si trovano in queste condizioni devono stare molto attenti, dall’altra che le strutture sul territorio devono essere potenziate. Devono essere accresciuti servizi quali assistenza domiciliarie, Rsa (Residenze Sanitarie Assistenziali), cure palliative, riabilitazione, ecc. In questo modo, da un’esperienza tanto negativa quanto la pandemia Covid-19, verrà fuori anche qualcosa di positivo.

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