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Coronavirus, Conte illustra il Decreto Rilancio: “Aiuti a fondo perduto, meno tasse”

Conte 13 maggio
Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte illustra in conferenza stampa il Decreto Rilancio che prevede aiuti a fondo perduto, riduzioni delle tasse, sostegni alle famiglie, investimenti nella scuola e nella ricerca e una diminuzione ulteriore delle restrizioni.

Il premier Giuseppe Conte è intervenuto in conferenza stampa da Palazzo Chigi per annunciare le novità del Decreto Rilancio: «Abbiamo lavorato intensamente coi ministri e con gli staff tecnici, che ringrazio. Sapevamo che il paese era in attesa. La parola passerà al Parlamento. Il paese è in difficoltà, c’è una comunità in grande sofferenza. Ci sono persone senza lavoro e reddito, commercianti che rischiano di chiudere, imprenditori nell’incertezza. Il vostro grido di allarme non ci è mai sfuggito. Ci siamo impegnati al massimo facendoci carico di questa sofferenza. Potenziamo cassa integrazione e bonus per autonomi. Confidiamo che le erogazioni arrivino più speditamente di quanto succede adesso.»

Aiuti a fondo perduto e riduzione delle tasse

Molti gli aiuti previsti ed elencati dal Premier: «Introdurremo aiuti a fondo perduto, riduzioni per le tasse, sconti fiscali. Aiutiamo famiglie con figli che fanno i conti coi problemi delle scuole. Abbiamo un reddito d’emergenza per fasce della popolazione in difficoltà. Per i lavoratori stanziamo 25,6 miliardi di euro. Sono definiti ammortizzatori sociali, ma anche economici. Servono anche alle imprese per preservare l’efficienza produttiva. Via la prima rata dell’IMU per alberghi, pensioni, stabilimenti balneari. Sconti fiscali per ristoranti, teatri, e per quegli esercizi aperti al pubblico. Rinviamo poi gli adempimenti, contributi IVA a settembre, e recuperiamo il 60% dell’affitto pagato in questi mesi.»

Famiglie e scuole al centro

Rinnovati gli aiuti per le famiglie che devono accudire i loro bambini mentre viene finalmente dato il giusto spazio al comparto scolastico, senza però una progettazione chiara al momento: «Da 400 a 600 euro per le famiglie in difficoltà e anche il bonus rinnovato per il baby-sitting. Rinnoviamo i congedi parentali e incrementiamo il fondo per le non auto-sufficienze. 1 miliardo e 400 milioni in due anni saranno destinati alla scuola, con rientro a settembre. Gli esami di maturità saranno svolti in sicurezza e verrà stabilizzato il corpo docenti. Ci saranno 16.000 posti disponibili per i nuovi docenti. Investiremo anche sulla ricerca e sull’università, con la speranza che molte menti brillanti ritornino nel nostro paese. Per famiglie con ISEE inferiore a 40.000 euro, abbiamo previsto un buono da 500 euro per gli alberghi.»

No ad accordi bilaterali sul turismo

Chiare invece le intenzioni relativi al settore turistico e sulle ipotesi avanzate dall’UE: «Per quanto riguarda il turismo, non accettiamo accordi bilaterali a livello europeo che creino percorsi turistici privilegiati. Sarebbe la distruzione del mercato unico, significherebbe che all’interno dell’Unione Europea un comparto del turismo, che in Italia contribuisce quasi al 13% del PIL, possa essere condizionato da accordi bilaterali: saremmo fuori dall’Unione Europea.»

No agli spostamenti tra le Regioni, sì agli incontri tra amici

Al momento dovremmo attendere, se la curva continuerà a calare ancora non molto, per spostarsi tra una regione e l’altra:«Sugli spostamenti tra le Regioni, abbiamo avuto un incontro ieri l’altro: c’è questo tavolo permanente di confronto. Le Regioni ci hanno prospettato l’esigenza che questi spostamenti interregionali rimangano congelati o comunque limitati al massimo. Non abbiamo ancora adottato il nuovo decreto, ma mi sembra che si tratti di una richiesta, maggioritaria sebbene non unanime, ragionevole. In questa fase in cui ci avviamo a una ripartenza pressoché completa è bene, col piano nazionale che abbiamo elaborato, evitare troppi trasferimenti interregionali che potrebbero condizionare una valutazione della curva epidemiologica». Da lunedì 18 però potremmo rivedere gli amici, senza riunioni nelle case ma all’aperto.

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