Nadine Labaki ha presentato il film Cafarnao-Caos e miracoli alla Casa del Cinema di Roma

Cafarnao-Caos e Miracoli - Nadine Labaki

Nadine Labaki ha presentato a Roma il 26 marzo il suo ultimo film Cafarnao-Caos e Miracoli, premiato a Cannes con il Premio della Giuria e candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero.

Ieri, giovedì 26 Marzo, la regista Nadine Labaki ha presentato il suo film Cafarnao-Caos e miracoli alla Casa del Cinema di Roma. Il film, premiato a Cannes con il Premio della Giuria e candidato come Miglior Film Straniero agli Oscar, uscirà nelle sale italiane l’11 aprile. Cafarnao-Caos e miracoli racconta la storia del dodicenne Zain che decide di fare causa ai suoi genitori per averlo messo al mondo senza avere però la possibilità di prendersi cura di lui, così come delle sue sorelle e fratelli. Tra le vie della città di Beirut e la vita di tutti i giorni di Zain, viene presentato il dramma e le difficoltà di un intero Paese.

La regista ha raccontato il lungo processo di lavorazione del film Cafarnao-Caos e miracoli dove nulla è frutto di fantasia o immaginazione, come gli stessi interpreti la cui vita reale assomiglia molto a quella del film. «Durante i tre anni di ricerche in cui ho visitato i quartieri più poveri, i centri di detenzione, gli orfanotrofi, i carceri minorili e i tribunali, il film prendeva sempre più forma e la sceneggiatura veniva spesso riscritta» ha dichiarato Nadine Labaki. Le riprese sono infatti durate sei mesi e le ore di girato erano ben 520, infatti il primo montato durata 12 ore che poi hanno ridotto a 2. «Abbiamo girato con attori non professionisti perché era fondamentale che gli attori conoscessero a fondo le condizioni che vengono descritte nel film» ha poi continuato la regista.

Cafarnao-Caos e Miracli - scena del film
Una delle scene più iconiche del film Cafarnao-Caos e Miracoli

Nadine Labaki ha deciso di prendere l’infanzia come punto di partenza perché è indubbio che determini il resto della vita di ognuno di noi, rendendo cpsì il film non solo una storia e un viaggio verso l’identità, ma una sorta di denuncia universale. Il bambino, Zain, appare come una sorta di messia, un salvatore che lotta per dare voce a tutti quei bambini che non hanno voce e che vivono come invisibili agli occhi della legge e della società. «Non ho cercato fonti d’ispirazione, mi sono affidata all’istinto e a quello che ho visto con i miei stessi occhi» ha dichiarato Nadine Labaki. «Lavorando con attori non professionisti, con dei bambini, ho lasciato spazio all’improvvisazione, sono stata io ad adattarmi a loro… e tutti i momenti in cui finzione e realtà si sono sovrapposti hanno sicuramente contribuito alla sincerità del film».

Cafarnao-Caos e Miracoli affronta una serie di temi, tra cui quello delle spose bambine, come accade appunto nel corso del racconto a Sahar, sorella di Zain. «È stato scioccante scoprire i numeri reali di questi matrimoni, che in realtà sono delle transazioni economiche in cui la famiglia riceve dei soldi. C’è ancora chi considera queste azioni parte della cultura e della tradizione» ha affermato la regista. «Quello che spero è che Cafarnao non solo porti a una riflessione ma anche a creare un progetto di legge che si occupi maggiormente di queste problematiche, sicuramente organizzeremo proiezioni per politici, ministri, giudici e avvocati». Il primo risultato per la regista è stato appunto quello di aver creato una fondazione che ha aiutato tutti i bambini e le famiglie che hanno recitato nel film, a partire da Zain Al Rafeea, che oggi vive in Norvegia e frequenta la scuola, uno dei sogni del protagonista del film.

Cafarnao-Caos e Miracoli - Zain Al Rafeea
Zain Al Rafeea al Festival di Cannes

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