Sonorità psichedeliche a tinte rock invadono il palco di Rock in Roma per il ritorno in Italia degli Anathema

Gli Anathema tornano in Italia per una performance audace ed originale che lascia piacevolmente soddisfatti grazie alla coesione perfetta tra musica e voce.

Un rock gotico a tinte psichedeliche

Dopo il tour avvenuto dal 2007 e il successo del loro ultimo album in studio The Optimist, era da tempo che il famoso quintetto non tornava in Italia per mostrare ancora una volta l’ecletticità e la versatilità dei propri pezzi, che evolvono attraverso i contrasti tra gli strumenti verso una dimensione sempre più progressive che non lascia andare le tinte gothic, primordialmente appartenenti alla band fin dagli inizi.

Voci, chitarre e batterie all’unisono

Tanti sono stati i pezzi eseguiti, da Endless Ways, con le note lunghe e dilatate di un piano perfettamente bilanciato per accogliere la voce di Lee Douglas, la vocalist del gruppo che con una sorpresa appare sul palco nel pieno dell’esecuzione, perpetrando nel pubblico una sensazione di trascendenza insieme alla voce Vincent Cavanagh, capace di unire alla dolcezza del canto di Lee, sonorità più aggressive e gotiche che si amplificano in tutta l’esecuzione, The Storm Before the Calm, Closer e Distant Satellites fino ad esplodere con A Natural Disaster, forse il miglior pezzo eseguito.

Gli Anathema in concerto a Rock in Roma.

Una performance straordinaria

In un esecuzione di oltre 5 minuti, A Natural Disaster mostra chiaramente come il chitarrista Daniel Cavanagh si muova sul palco con energia, lasciando spazio ad una performance davvero mirabile, non limitandosi soltanto a suonare ma trascinando ed esaltando il pubblico con la sua chitarra come un abile pifferaio che attraverso accordi e riff distorti, incanta portando in trance lo spettatore, perso nel limbo di una dimensione onirica e surreale. Insomma, un ritorno inaspettato ma ottimamente sostenuto per gli Anathema, che hanno lasciato anche i fan più esigenti soddisfatti, con una performance di oltre due ore in cui non si sono risparmiati ed hanno donato al pubblico italiano ogni parte di se stessi, lasciando un piacevole ricordo a tutti quei satelliti distanti che fluttuano tra sogno e desiderio, vivi sotto quel palco.

Track List

Thin air
Can’t let go
Endless ways
The optimist
San Francisco
Springfield
The storm before the calm
Closer
A simple mistake
Distant satellites
A natural disaster
Untouchable 1
Untouchable 2
Fragile dreams

 

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui