Cocaine – la vera storia di White Boy Rick, recensione: ascesa e discesa tra droga, reietti e potere

COCAINE

 

Cocaine – la vera storia di White Boy Rick è il ritratto spietato e deciso di un quattordicenne bianco che grazie alla polizia divenne uno dei più grandi spacciatori in circolazione.

Una doppia vita

A metà degli Anni Ottanta il quattordicenne Richard Wershe Jr.(Richie Merritt) diventa un informatore sotto copertura per la polizia locale e per i federali. In seguito soprannominato “White Boy Rick”, il ragazzo si affermò come spacciatore di alto rilievo. I federali posero fine alla sua doppia vita quando, qualche anno dopo, venne trovato con 17 kg di cocaina. Passò il resto della sua vita in prigione.

Una pagina nera

Cocaine è un ritratto valido e ben definito di un ragazzo , vittima delle ingiustizie della società americana che ha accettato di far part di questo gioco solo per avere una vita migliore e un futuro in cui sperare. In una prospettiva ciclica il film viene costruito attraverso archi narrativi stabili che si susseguono e articolano su più contesti attraverso i personaggi che li abitano. Il rapporto padre/figlio è il vero punto centrale del film, costruito in maniera originale e delicata esce da ogni moralismo e stereotipia per fare spazio a due personaggi dalle mille sfaccettature che imparano a vivere uno attraverso l’altro.

Cocaine - Richie Merritt e Jonathan Majors.
Cocaine – Richie Merritt e Jonathan Majors.

La fine dell’american dream

Matthew McConaughey che interpreta il padre di Richard è come sempre straordinario nella sua interpretazione, donando al personaggio quella malinconia e quella sensibilità di fondo su cui si basa tutto il suo registro attoriale, è un uomo che vuole solo un futuro per i suoi figli dopo una vita di sbagli ed è il prototipo perfetto dell’uomo americano, fortemente legato ai valori di una terra che ha fatto delle armi il suo muro di cinta e Detroit diventa la terra promessa per vivere quell’american dream in cui i reietti, mossi dalle contraddizioni di uno stato che regala armi ma non benessere si fanno strada in un mondo violento e senza scrupoli solo per avere una vita migliore in cui sperare e realizzare, credendo in sogni, speranze e nuove virtù.

Una mappatura di realtà sociali

Cocaine si configura come un prodotto originale e ben scritto, che partendo da un increscioso fatto di cronaca si apre su discorsi molto più ampi, mappando con i personaggi non solo la struttura di una società senza controllo in cui droga e potere convergono e si scontrano in una contraddizione che è allo stesso tempo motivo di pensiero in cui tutti cercando disperatamente una via d’uscita per cercare di essere migliori e la polizia incurante di tutto fa piazza pulita, ignorando questioni sociali e di razza, ponendo tutti sullo stesso piano. In sintesi, Cocaine è un film riuscito, con una messa in scena efficace che proietta lo spettatore nel mondo dei protagonisti ed evade dal cinema di genere per profilarsi in una struttura ad archi sorretta abilmente dal un giovanissimo esordiente che grazie al contributo di un attore poliedrico come Matthew McConaughey coinvolge lo spettatore e fa sperare in una carriera ricca di possibilità e successi.

Cocaine – la vera storia di White Boy Rick è uscito al cinema il 7 marzo, distrbuito da Warner Bros. Diretto da Yenn Demage con Riche Merritt, Matthew McConaughey, Bruce Dern, Jennifer Jason Leigh, Eddie Marsan.

[yasr_overall_rating]

 

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui