Cinquanta sfumature di rosso, recensione del capitolo finale della trilogia

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Jamie Dornan e Dakota Johnson tornano nei ruoli di Christian Grey e Anastasia Steele in Cinquanta sfumature di rosso, il capitolo culminante tratto dal bestseller e fenomeno mondiale Cinquanta sfumature.

Fine della trilogia

Credendo di essersi lasciati alle spalle delle presenze oscure del loro passato, Christian ed Ana, novelli sposi, condividono un legame inossidabile e vivono una vita di lusso. Ma proprio quando lei entra pienamente nel ruolo della Signora Grey e lui si rilassa in una insolita stabilità, si presentano nuove minacce che potrebbero mettere a repentaglio il lieto fine, ancor prima che inizi la loro vita coniugale. Tornano nuovamente a far parte del cast l’attrice premio Oscar Marcia Gay Harden nei panni della dottoressa Grace Trevelyan, madre adottiva di Christian, e la cantante Rita Ora nella parte della sorella Mia. Cinquanta sfumature di rosso è diretto, come il precedente capitolo, Cinquanta sfumature di nero dal regista James Foley.

I protagonisti

Per la terza volta nel ruolo di Anastasia Steele, Dakota Johnson, che all’inizio di Cinquanta sfumature di grigio era una ragazza acqua e sapone che non sapeva vestirsi decentemente, piuttosto ingenua e svampita, diventa, in Cinquanta Sfumature di Rosso, una giovane donna curata ed elegante che è a capo della sua vita professionale e privata, conosce bene il suo corpo e la sua sessualità. E’ schietta e sicura di sé e tutto ciò si riflette sul suo aspetto. Jamie Dornan è Christian Grey, personaggio anche questo che ha subìto un forte cambiamento tra il primo e l’ultimo film. Lui impara finalmente a lasciarsi andare ed accettare ciò che gli sta succedendo, diventando completamente devoto alla sua donna, tanto da essere riuscito a reprimere i suoi lati più oscuri.

50 sfumature di rosso - James Dornan (Christian) e Dakota Johnson (Anastasia) a Parigi
James Dornan (Christian) e Dakota Johnson (Anastasia) a Parigi

Erotismo

Come è noto, quella di Anastasia e Christian nasce come una relazione sadomaso, con tanto di contratto e regole, a cui la ragazza si sottrae alla fine del primo film. Nel secondo avviene la riappacificazione e si delinea in maniera più evidente come la condotta sessuale di Mr. Grey sia legata a esperienze infantili traumatiche. Ana si mostra disinvolta, molto più consapevole del suo corpo e della sua sessualità mentre Christian si lascia coinvolgere dalle iniziative della sua compagna, non smettendo mai di sorprenderla con nuovi giochi erotici a cui nessuno dei due può più rinunciare.

Cinquanta sfumature di disagio

Attualmente in gara con tantissime nomination ai Razzies, gli anti Oscar che premiano le peggiori pellicole in circolazione, Cinquanta sfumature di rosso segue la scia dei precedenti due film confermandosi un totale disastro. L’ostentato lusso e gli abiti scintillanti fanno da contorno ad una sceneggiatura ridicola, a tratti imbarazzante, tanto da far venire in mente The Lady di Lory del Santo. Le scene erotiche, che dovrebbero essere alla base del film, sono solo un intermezzo inutile dal punto di vista narrativo e visivo. Un susseguirsi di canzoncine pop accompagna il tutto e sulle note di Love Me Like You Do, canzone simbolo di Cinquanta sfumature di grigio, il film termina con un montaggio dei momenti salienti di tutta la trilogia. Un prodotto commerciale, che mira al mero guadagno senza forma né sostanza.

Cinquanta sfumature di rosso, diretto da James Foley, con Dakota Johnson e Jamie Dornan, uscirà nelle sale italiane dall’8 febbraio distribuito da Universal Pictures.

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