Cinema e Teatri riapriranno il 27 marzo, ma in pochi ci riusciranno: ecco perché

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Riaprono dal 27 marzo cinema e teatri, ma soprattutto fra questi ultimi in pochi ce la faranno, viste le regole molto stringenti imposte dal CTS: oltre il danno, anche la beffa, e se il Governo non supporterà economicamente…

Cinema e teatri riapriranno il 27 marzo nelle zone gialle, a distanza di 5 mesi dalle chiusure imposte dal DPCM del 24 ottobre. Questo è quanto annunciato dal Ministro Dario Franceschini, dopo il confronto con il Comitato Tecnico Scientifico. Contestualmente riapriranno anche le sale da concerto, mentre i musei (già aperti durante la settimana) potranno essere visitati anche nel weekend, ma solo su prenotazione.

Regole molto stringenti, in tanti non potranno riaprire

Tutti contenti? In realtà no, perché le regole saranno molto stringenti, e non solo per l’obbligo delle mascherine, al quale ormai siamo già abituati da tempo. Il CTS (che ovviamente ha a cuore in primis la salute pubblica) ha infatti ridotto i numeri rispetto alle richieste del ministero, indicando come occupazione massima il 25% dei posti e fissando il limite di capienza a 200 posti nei teatri e cinema chiusi e 400 all’aperto. Non solo, le strutture dovranno rispettare precise e severissime norme in merito all’impianto di aerazione, motivo per il quale la maggior parte dei piccoli teatri – sommandolo alla limitazione del 25% della capienza – non riaprirà.

Ma anche le grandi strutture teatrali avranno problemi, visto che lo spettacolo dovrà comunque terminare entro le 22, causa coprifuoco (mentre ai cinema basterà programmare una proiezione serale in meno per rispettarlo). Il tutto senza contare che una ripartenza praticamente ad aprile, quando di norma si è a fine stagione, appare ulteriormente complicata. E poi ancora, cosa accadrà se si dovesse programmare una tournée e poi alcune città finissero in zona arancione o rossa?

Inoltre ci sarà fra due settimane una ulteriore verifica per valutare l’ulteriore espandersi della pandemia causato dalle varianti, che potrebbe anche portare ad un annullamento delle suddette riaperture. Il cammino si prospetta in (ripida) salita e il fattore decisivo sarà quindi l’aiuto economico che il Governo deciderà di stanziare a supporto delle riaperture, mentre per gli altri la beffa di restare nella stessa situazione degli scorsi mesi.

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