The Children Act – Il verdetto, recensione: Quando la legge dell’uomo si scontra con la legge di Dio

The Children Act – Il verdetto: arriva nelle sale il 18 ottobre, il toccante film tratto dall’omonimo romanzo di Ian Mc Ewan. Storia di una difficile lotta tra legge ed etica, interpretato da una magistrale Emma Thompson, che regala una delle sue migliori performance.

Legge dell’uomo legge di Dio

The Children Act – Il verdetto, tratto dal toccante romanzo omonimo (nel nostro paese conosciuto col titolo La ballata di Adam Henry) dello scrittore inglese Ian Mc Ewan, che ne firma la sceneggiatura, è un delicato racconto sulla difficile scelta tra la vita e la morale religiosa. Protagonista è l’irreprensibile giudice dell’Alta Corte britannica, Fiona Maye, donna integerrima e devota alla giustizia, sia nel lavoro sia nella vita privata, che si ritrova davanti al caso più spinoso di tutta la sua carriera giuridica: determinare il destino del diciassettenne Adam Henry, testimone di Geova malato di leucemia, che rifiuta una trasfusione per seguire le rigide regole del suo credo, decisivo sarà l’incontro tra i due, che sconvolgerà inevitabilmente le loro esistenze.

Un’imparziale lotta tra legge e morale

Richard Eyre (Diario di uno scandalo e L’ombra del sospetto), riesce a dar corpo alle commoventi pagine di Mc Ewan, con magistrale bravura, lasciando che siano i silenzi, gli sguardi e le emozioni non dette, ma sagacemente mostrate, a condurre tutto il film, ponendo lo spettatore sul banco del giudice, libero di pronunciare la sentenza sull’arduo dilemma etico. È un film che non si schiera, non prende posizioni, non urla invettive contro la morale o contro la legge, mantiene imparzialità anche durante tutto il dibattimento in tribunale, donando diritto di parola a entrambe le parti, e regalando meravigliosi momenti di pathos e di profonda riflessione.

The Children Act-Il verdetto- Emma Thompson e Stanley Tucci in una scena
The Children Act-Il verdetto- Emma Thompson e Stanley Tucci in una scena

Personaggi eccezionali e complessi

L’arma vincente di The Children Act, senza alcun dubbio risiede nella dirompente forza dei suoi eccezionali personaggi: l’altera e meticolosa Fiona, donna imperturbabile e imperscrutabile, sempre impeccabile nell’abbigliamento, alacre ape operaia del sistema giudiziario, e il fervente religioso Adam, giovane combattuto tra la violenta passione per la vita mai vissuta veramente, e l’eccessivo rigore morale. Due forze dirompenti dunque, ma che viaggiano in modalità e direzioni diametralmente opposte, nell’algida e composta implosione di Fiona e nell’impetuosa e travolgente esplosione di Adam, due mondi così distanti, che quando si incontrano, giungono a un’inevitabile collisione, lasciandosi addosso frammenti l’uno dell’altro, sovvertendo quelle regole e quelle leggi naturali a cui si erano affidati ciecamente.

Cast di altissimo livello

A incarnare l’ineccepibile novella Dike, troviamo il Premio Oscar Emma Thompson, che con la sua straordinaria intensità, offre una delle sue prove migliori, costruendo un personaggio lineare ma complesso, ricco di sfumature e contraddizioni, una donna talmente assorbita dalla sua missione, da non accorgersi nemmeno della burrascosa crisi che sta attraversando il suo matrimonio, almeno finché il marito Jack, un sacrificato e fuori fuoco, ma sempre lodevole Stanley Tucci, non la mette davanti al fatto compiuto, svegliandola da quel torpore emotivo in cui si era forse volutamente rifugiata. Eccezionale l’interpretazione di Fionn Whitehead, reduce dal successo di Christopher Nolan Dunkirk, che con naturale genuinità affronta il travagliato ruolo di Adam Henry, diciassettenne fermo nelle sue convinzioni, ma bramoso di esplorare una nuova prospettiva di vita, e che finisce per creare un rapporto simbiotico, a tratti ossessivo, con la giudice Maye, che vede quasi come una luce guida nel tunnel delle sue vacillanti certezze.

The Children Act- Il verdetto Fionn Whitehead è Adam Henry
The Children Act- Il verdetto Fionn Whitehead è Adam Henry

La potenza espressiva del bianco

Da menzionare l’elegante fotografia di Andrew Dunn, che gioca con atmosfere tipicamente britanniche, e lascia trasparire gli stati emotivi dei personaggi attraverso zone di luce e ombra, saggiamente alternati. A risaltare è sicuramente il candore del bianco della dimora di Fiona, che rispecchia la sua purezza giuridica, il suo distacco asettico, contrapposto a quell’unico arredo che dà sfogo alla natura sentimentale della donna, il pianoforte nero, contenitore di un’anima viva ma nascosta. O ancora quel bianco pulito e incontaminato della stanza d’ospedale di Adam, esempio perfetto d’integrità morale e immacolata morigeratezza.

Da Sidney Lumet a Richard Eyre

The Children Act, per la vicenda narrata, e per quell’aggiunzione italiana nel titolo, richiama ineluttabilmente alla memoria Il verdetto, film di Sidney Lumet con Paul Newman. Anche nella pellicola dell’82 infatti, ci troviamo davanti a un discusso caso diviso tra legge ed etica, e in cui il protagonista deve far fronte a un’esistenza quotidiana che si sta sgretolando poco a poco, sotto i suoi occhi distratti e sfuggenti, proprio come quella della fredda e distante Maye. Rispetto all’opera di Lumet, il lungometraggio di Richard Eyre ha probabilmente un impatto più potente, cadendo però sul finale, in un eccessivo tasso di drammaticità che lo rende leggermente artefatto, senza però intaccare la forza dei temi che accarezza con delicatezza e decisione: vita, morte, legge umana, legge divina, libero arbitrio e ovviamente amore.

The Cildren Act- Il verdetto è un film diretto da Richard Eyre, con Emma ThompsonStanley Tucci, Fionn Whitehead, Ben Chaplin e Anthony Calf, nelle sale dal 18 ottobre, distribuito da BiM Distribuzione

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