Christian, recensione: Edoardo Pesce e Claudio Santamaria in una serie crime soprannaturale su Sky

Christian - Edoardo Pesce (foto Matteo Graia)
Christian - Edoardo Pesce (foto Matteo Graia)

La nostra recensione di Christian, promettente serie tv crime dalle tinte soprannaturali, con Edoardo Pesce e Claudio Santamaria, su un galoppino della malavita romana che riceve le stimmate e inizia a fare miracoli

Che il cinema italiano si stesse aprendo al mondo supereroistico, nella vasta e diversificata accezione del termine, era chiaro già Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out di Gabriele Mainetti. Christian, nuova serie Sky in sei puntate dalle atmosfere crime e paranormali, si innesta nel solco tracciato dal regista romano. E non è di certo un caso che il progetto sia tratta dall’omonimo cortometraggio di Roberto Saku Cinardi, regista della serie al fianco del lanciatissimo Stefano Lodovichi (Il cacciatore), il cui interprete principale era proprio Mainetti. Entrambi i prodotti sono liberamente ispirati alla graphic novel, Stigmate di Claudio Piersanti e Lorenzo Mattotti,

Christian - Antonio Bannò (foto Matteo Graia)
Christian – Antonio Bannò (foto Matteo Graia)

Il nuovo Messia?

Christian (Edoardo Pesce) è un galoppino di un boss della malavita romana, Lino (Giordano De Plano), si prende cura della madre (Lina Sastri), affetta da Alzheimer. Improvvisamente le mani del protagonista, che si guadagna da vivere a suon di pugni, inizio a sanguinare e Christian è stordito dal dolore. Umile coatto di periferia, il ragazzo non si rende conto che ha ricevuto le stimmate, ma inizia a porsi delle domande quando salva miracolosamente da un’overdose una sua amica. Le capacità soprannaturali di Christian attirano l’attenzione di Matteo (Claudio Santamaria), postulatore del Vaticano alla febbrile caccia di chi manifesti poteri taumaturgici. 

Christian - Claudio Santamaria Santamaria (foto Matteo Graia)
Christian – Claudio Santamaria Santamaria (foto Matteo Graia)

Paranormale romano 

Sin dai suoi primi episodi Christian si mostra come una serie ibrida, che tenta di infondere all’ambientazione romana di periferia (tanto cara a tanto cinema italiano) un’atmosfera dark conturbante, in un connubio che, se ben sviluppato, potrebbe rivelarsi decisamente interessante. La serie riesce ad equilibrare drammaticità enfatica, che deriva anche dall’argomento (pseudo)religioso trattato, e ironia grottesca, senza rinunciare alla gustosissima identità romana che trabocca da tutte le interazioni tra i personaggi. Realismo cupo e distorsione iperbolica si incontrano per creare un universo affascinante, che deve molto alla Roma “supereroistica” costruita da Mainetti nei suoi film.

Christian - Silvia D'Amico (foto Matteo Graia)
Christian – Silvia D’Amico (foto Matteo Graia)

I volti della spiritualità

Luce o ombre. Fede o superstizione. Santo o demone. Christian indaga l’uomo nel suo rapporto con la spiritualità, attraverso i personaggi di Christian e Matteo. Il primo, interpretato da un Edoardo Pesce possente e convincente, pare la persona più lontana dalla fede e, quindi, risulta particolarmente interessante osservarlo con i suoi nuovi poteri che ne demoliscono l’immagine di spaccone prepotente e violento che si era costruito. Matteo, al contrario, campione di una religiosità misteriosa, ha il volto impassibile di un Claudio Santamaria particolarmente inquietante.

Christian si candida a divenire la dimostrazione che una serialità di genere in Italia è possibile, che si possa costruire un racconto soprannaturale capace di sorprendere e intrigare restando prepotentemente ancorati alla nostra identità culturale, così legata, tra l’altri, alla Chiesa e alla religiosità.

Christian. Creata da Valerio Cilio, Roberto Saku Cinardi e Enrico Audenino. Con Edoardo Pesce, Claudio Santamaria, Andrea Pennacchi, Giordano De Plano, Lina Sastri, Silvia D’Amico, Francesco Colella, Antonio Bannò e Gabriel Montesi. Disponibile dal 28 gennaio su Sky e NOW.

VOTO:

3 stelle

 

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