CCCP, l’ultima conferenza: «Non siamo servi del pubblico, la nostra una cerimonia di commiato»

CCCP - foto di Guido Harari
CCCP - foto di Guido Harari

Cosa hanno raccontato i CCCP – Fedeli alla linea nell’ultima conferenza che anticipa i live d’addio della band, con il commiato al Teatro Valli di Reggio Emilia e i sette concerti estivi

L’ultima conferenza dei CCCP – Fedeli alla linea si apre con l’annuncio di Massimo Zamboni: «Ai ragazzi afflitti da mancanza d’aria, agli adulti che hanno interiorizzato le nostre canzoni facendole colonne sonore della loro vita, è stato confortante e in nome di questo per noi è l’ora di chiudere, indicendo la nostra ultima chiamata. Attenzione, non perdetela, oltre al gran galà a Reggio e ai sette concerti estivi».

Giovanni Lindo Ferretti racconta lo stupore della reunion: «Tra di noi sono stato l’ultimo a essere risvegliato. Con la mostra mostro di ‘Felicitazioni’ ero convinto che fosse il nostro ultimo spettacolo. Fatur era un Bronzo di Riace, oggi un Buddha, sul palco sprigionava una poesia che non era immaginabile trent’anni fa, c’erano molti motivi per tornare live. Abbiamo scoperto al Teatro Valli che avevamo ancora il nostro pubblico, a Berlino il pubblico ha scoperto che eravamo ancora vivi. Non avevo intenzione di tornare. Trovarmi di fronte a Zamboni è stato una scarica elettrica, ho ricostruito la mia vita, dopo Berlino è stato inevitabile andare di nuovo in tour».

Il 28 marzo uscirà in audio e video lo spettacolo di parole e musica dei CCCP – Fedeli alla linea Gran Gala Punkettone (USM / Universal Music Italia). Verrà proiettato in anteprima nazionale il 21 marzo al Teatro Valli di Reggio Emilia alla presenza della bandBiglietti per la serata del 21 marzo disponibili, con il pre-order. Questa estate i CCCP – Fedeli alla linea – Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Annarella Giudici, Danilo Fatur – saliranno di nuovo sul palco dei principali festival italiani per un’ultima chiamata. Il tour, ideato e curato in collaborazione con Musiche Metropolitane di Luca Zannotti, prenderà il via il 30 giugno da Roma. Le prevendite sono disponibili sui circuiti abituali.

La fine è inevitabile: «Con Battagliero ci siamo scoperti un’orchestra di liscio, i ragazzini erano sotto il palco. Nel frattempo ho avuto un’infarto, siamo invecchiati. La mia vita è stata soddisfacente, le cose hanno un termine, già la riproposizione di sette concerti è stata semplice ma c’è anche una questione di dignità, le cose devono finire ma necessitano di una cerimonia, vale per le società arcaiche, per il partito comunista o per la chiesa cattolica, è il nostro commiato, al Valli è una significativa moltitudine, salendo sul palco sono guarito per la terza volta nella mia vita, se muoio è una figata ho pensato prima di esibirmi a Bologna in Piazza Maggiore, il problema è risorgere».

CCCP - foto di Luca Delpia
CCCP – foto di Luca Delpia

Un ritrovarsi che ha modificato anche la vita privata della voce del gruppo: «La mia massima aspirazione degli ultimi dieci anni era di essere agli arresti domiciliari perchè avrei potuto dire di no a tutte le richieste che mi arrivavano. Avevo un’armonia nel mio quotidiano, adesso la mia casa sembra un Rsa, con i genitori anziani da accudire. Ai ragazzi ho detto che siamo una cellula risvegliata. Ho sempre detto che il mondo va a puttane ed è successo, ho smesso di leggere i giornali o vedere la tv».

Delle prese di posizione nette: «Non siamo servi del pubblico, non siamo il vostro referente politico, siamo rimasti stupiti dalla vostra presenza, dai quasi 50mila che hanno visto la nostra mostra, molti dei quali non erano mai stati a Reggio Emilia. Non ci sono più le grandi appartenenze ed ideologie, sul palco non siamo stati disposti mai a compromessi, il filo spinato ci ha difesi anche se è caduto. Non voglio fare concerti gratuiti, è un lavoro che va pagato, acquistare un biglietto significa toglierti dei soldi per assistere a un’esperienza di tuo gradimento e che possa accrescerti».

Un’accenno anche al conflitto russo-ucraino: «Rispetto all’Ucraina e alla Russia sono sempre d’accordo con Marco Travaglio. La storia tra i due Paesi è iniziata prima dell’Invasione. A dirlo furono Cacciari, Berlusconi, il papa Giovanni Paolo II, personalità molto diverse tra loro. La chiesa ortodossa ucraina ha fatto uno scisma che non ha avuto connotazioni religiose ma politiche, si dà la colpa alla Russia delle nefandezze del comunismo ma era sovrannazionale, Stalin veniva dalla Georgia. C’è tanta confusione».

CCCP live - foto di Guido Harari
CCCP live – foto di Guido Harari

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