Catch-22, la recensione: il ritorno di George Clooney in TV a 20 anni da E.R.

Catch 22 - George Clooney e Christopher Abbott
George Clooney e Christopher Abbott

Con Catch-22 George Clooney riprende le istanze antimilitariste del romanzo omonimo di Joseph Heller e le dissemina in una miniserie di di gran lusso, forse solo un po’ troppo classica per stile e scrittura.

Le radici letterarie di Catch-22

Basato sull’omonimo romanzo antimilitarista di Joseph Heller – classico della letteratura americana del XX secolo e vero e proprio romanzo di formazione per intere generazioni – Catch-22 segna il ritorno sul piccolo schermo di George Clooney a vent’anni dall’uscita dal cast di E.R. L’attore, oltre che produttore e regista di due dei sei episodi che compongono la miniserie, si è infatti ritagliato per sé il ruolo di uno dei personaggi più grotteschi e, in tal senso, paradigmatici di questa duro apologo contro la guerra:  l’ambizioso e sadico tenente Scheisskopf; letteralmente, “testa di cazzo” in tedesco.

La storia

Chi non ha letto il libro forse ricorderà il bellissimo film – all’epoca sottovalutato ma diventato nel corso degli anni un cult – che un giovane Mike Nichols, reduce dal successo de Il laureato, ne trasse nel 1970. Qui, come allora, al centro della storia ci sono le avventure di uno squadrone di giovani aviatori dell’esercito americano di stanza in Italia, in un mondo segnato dal secondo conflitto mondiale e dagli abusi di potere. Tra di loro c’è il Capitano John Yossarian, detto YoYo, (Christopher Abbott), un bombardiere che, per evitare la guerra, sceglie di arruolarsi in aviazione sperando che il conflitto duri meno del suo addestramento.

Catch 22 - Christopher Abbott (2)
Christopher Abbott/YoYo in una scena di Catch-22

Il paradosso del Comma-22

Si trova invece, suo malgrado, nel mezzo dello scacchiere europero, con il solo obiettivo di tornare a casa il prima possibile e il limite massimo di missioni sostenibili da un soldato prima di essere congedato, che continua ad aumentare ogni volta che YoYo pensa di essere ormai prossimo a tornare a casa. Per essere esentato dalle missioni di volo, Yossarian arriva addirittura a dichiararsi pazzo, finendo per incappare nel Comma-22, che stabilisce che chi è pazzo può chiedere di essere esonerato ma, nel momento stesso in cui lo richiede, dimostra di non essere veramente pazzo. Perché solo un pazzo potrebbe voler continuare a volare in quelle missioni.

Un mix di tragico e grottesco

Il paradosso di questo cavillo che impedisce di fatto a chiunque di sfuggire alla follia del conflitto diventa la chiave di lettura di una storia che affronta la guerra soffermandosi spesso sui suoi lati più ironici e contraddittori. Strano semmai che una narrazione così poco ortodossa nel suo oscillare di continuo tra tragico e grottesco, in Catch-22 venga, in qualche modo, normalizzata da una sceneggiatura – opera di Luke Davies (premio BAFTA per Lion – La strada verso casa) e David Michôd (Animal Kingdom) – che propende invece sul suo versante più dichiaratamente emotivo, oltre che da una dicotomia fin troppo netta tra buoni e cattivi che andrebbe in ogni caso sempre evitata quando si parla di guerra.

Catch 22 - Kyle Chandler
Kyle Chandler in una scena di Catch-22

La regia

Anche la regia – oltre a Clooney, dietro la macchina da presa, troviamo il suo sodale di lungo corso Grant Heslov  e Ellen Kuras – sembra inseguire più l’epica che non la commedia dell’assurdo, con il risultato di spostare l’asse del racconto verso il war movie di impianto più classico. C’è infatti aria di anni 70 nelle spettacolari incursioni aeree e nei forse anche troppo invasivi contrappunti musicali d’epoca. Non che sia per forza un difetto, per carità, solo il gusto per il paradosso passa un po’ in secondo piano e l’ampio respiro  nasconde certe ambiguità di fondo che ormai ci si aspetta di vedere in una serie TV di stampo contemporaneo.

In conclusione

In sintesi l’elemento “pamphlet”, in Catch-22, si mangia un po’ la storia. Ma la visione resta consigliata sia per impianto produttivo – le scene aeree sono notevolissime – che per il suo significato ultimo di critica alla guerra – a qualsiasi guerra – che, in un’epoca di consensi mai così massicci alle destre, sembra non essere più un argomento all’ordine del giorno. Notevole inoltre il cast che, oltre ai nomi già citati, vede lo stesso Grant Heslov nei panni del Dott. Daneeka, Kyle Chandler, Hugh Laurie e il nostro Giancarlo Giannini. Qui il link alla conferenza stampa tenutasi a Roma per la presentazione di Catch-22 con Clooney e buona parte del cast.

Catch-22, diretto da George Clooney, Grant Heslov e Ellen Kuras e interpretato da Christopher Abbott, Kyle Chandler, George Clooney, Hugh Laurie, Grant Heslov e Giancarlo Giannini, sarà in onda in prima TV esclusiva dal 21 maggio, ogni martedì alle 21.15 su Sky Atlantic.

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