
La nostra recensione di Casa in fiamme, nono lungometraggio del giovanissimo Dani de la Orden premiato ai Goya con una splendida Emma Vilarasau: un dramedy famigliare impetuoso dalla scrittura solida e dal cast impeccabile, a cui però manca il guizzo
32 anni e già 9 film alle spalle per Dani de la Orden, incluso questo Casa in fiamme, per il quale si è anche aggiudicato il Goya alla miglior sceneggiatura con sette nomination all’attivo. Stavolta è il turno della dramedy familiare, sottogenere che negli ultimi anni pare andare per la maggiore e che stavolta ci porta a esplorare le dinamiche di una famiglia disfunzionale in vacanza sulla Costa Brava. Tanto mestiere per de la Orden, nonostante la giovane età, ma soprattutto una sceneggiatura solida e un cast di attori in stato di grazia capitanato da una meravigliosa Emma Vilarasau (anche lei tra i nominati ai Goya). Alla fine, però, manca la zampata, “il guizzo del campione”.

Riunione di famiglia
Montse (Emma Vilarasau) è molto emozionata perché sta per trascorrere un fine settimana con tutta la famiglia nella sua casa di Cadaqués, sulla Costa Brava. È divorziata da diverso tempo, il suo ex marito Carlos (Alberto San Juan) ha una nuova compagna, i suoi figli David (Enric Auquer) e Jùlia (Maria Rodríguez Soto) sono cresciuti e vivono la loro vita senza prestarle alcuna attenzione. Ma niente e nessuno potrà rovinare l’umore di Montse; ha aspettato questo momento troppo a lungo, lo ha sognato troppo a lungo: questo fine settimana sarà un fine settimana ideale, anche se dovrà bruciare tutto per fare in modo che lo sia.

Un parterre di problemi
Senza scomodare Tolstoj per l’ennesima volta, è evidente che per gran parte della letteratura e della settima arte la famiglia è il centro gravitazionale delle nostre fortune e soprattutto delle nostre avversità. La famiglia protagonista di Casa in fiamme, allargata e parecchio incasinata, non si sottrae minimamente a questa regola e, anzi, la sublimizza e ne fa il perno centrale di tutta la propria impalcatura sia narrativa che tematica. Luogo da cui fuggire e a cui arrivare è anche quello della casa, che non a caso nel finale (piccolo spoiler) sarà preda dello sconquasso generale.
E in questa opera nona del giovane ma già prolifico regista spagnolo Dani de la Orden la casa è il refugium peccatorum di personaggi disfunzionali, alle prese con enormi problemi di incomprensione, solitudine, insoddisfazione personale. Ci sono ovviamente i non detti che presto diventeranno detti, i segreti che man mano affioreranno, le idiosincrasie e le mancate sopportazioni, i conflitti piccoli o grandi, interni o esterni, privati o pubblici. Insomma, c’è tutto quel che serve per imbastire una dramedy efficace e con tutti i crismi giusti, arricchita da un scrittura solida che invece dei personaggi (meno tridimensionali di quanto possa sembrare) preferisce privilegiare il gioco al massacro.
E forse non è un caso che il suddetto gioco al massacro parta da un altro gioco, apparentemente più innocente, quello suggerito dalla psicologa compagna del padre e che si rifà alla psicologia della Gestalt (cioè della forma). Perché in Casa in fiamme tutte le dinamiche relazionali sembrano costruite sulla falsariga di un risiko dei sentimenti, in cui ogni personaggio fa la propria mossa e il caso lancia i dadi. Ne deriva perciò un’opera persino divertente, in un paio di frangenti meno prevedibile, e in cui è il cast a rappresentare la forza motrice.

Solidità ma anche eccesso di prudenza
Se Emma Vilarasau giganteggia nei panni della matriarca Montse, un altro punto esclamativo è rappresentato dal Carlos di un bravissimo Alberto San Juan, forse il personaggio meglio scritto del parterre per varietà di toni e spigolature. Nel punto di forza maggiore di Casa in fiamme sta però anche il suo limite maggiore: perché tutto ciò che avviene sullo schermo è vittima di una costruzione formulaica, quasi col pilota automatico attivato, in cui si avverte la mancanza di un guizzo narrativo (o anche solo formale) che possa elevare questa storia e questo mondo narrativo a ben altri ranghi.
Il risultato è una dramedy a tinte fosche, in cui la commedia anche un po’ becera (la scena del preservativo e quella del sexting) si fonde con il dramma puro (la scomparsa delle nipoti, il finale incendiario e purificatore). Una dramedy che ragiona di egoismi, di ossessione per le cose materiali (la vendita della casa di famiglia come incidente scatenante), di sotterfugi emotivi ma anche di riconquiste, di riavvicinamenti e di una famiglia che è come una fenice; risorge dalle proprie ceneri, e non solo metaforicamente.
| TITOLO | Casa in fiamme |
| REGIA | Dani de la Orden |
| ATTORI | Clara Segura, Emma Vilarasau, José Pérez Ocaña, Alberto San Juan, Maria Rodríguez Soto, Macarena García, Enric Auquer, Filippo Contri |
| USCITA | 10 luglio 2025 |
| DISTRIBUZIONE | Movies Inspired |
Tre stelle e mezza























