Carosello Carosone, la recensione del film Rai dedicato al musicista italiano più amato nel mondo

Eduardo Scarpetta in
Carosello Carosone - Eduardo Scarpetta (foto Andrea Pirrello)

La nostra recensione di Carosello Carosone, il film Rai che permette di ri-scoprire uno dei musicisti italiani più amati nel mondo grazie ad un omaggio elegante che mette in mostra il talento di Eduardo Scarpetta e Vincenzo Nemolato

Un biopic su Renato Carosone

Dopo essersi diplomato in pianoforte al Conservatorio di Napoli, grazie all’aiuto e agli sforzi del padre Antonio (Tony Laudadio), Renato Carosone (egregiamente interpretato da Eduardo Scarpetta) viene scritturato pianista e direttore d’orchestra e parte per l’Eritrea. Gli spettacoli però non riscuotono il successo sperato e la compagnia si scioglie. Renato decide ugualmente di restare in Africa e, con non poche difficoltà, arriva ad Asmara per esibirsi nel night-club del teatro Odeon. Lì conosce e si innamora di Lita (Ludovica Martino), ballerina di origini veneziane che diventerà ben presto sua moglie. Tornato in Italia, Renato viene chiamato a formare un trio per un nuovo locale di Napoli. Con il chitarrista olandese Peter Van Wood (Nicolò Pasetti) e il batterista-fantasista napoletano Gegè Di Giacomo (Vincenzo Nemolato, che riesce a confermare il suo talento oltre che le sue ottime doti comiche), l’artista forma il Trio Carosone. Insieme ottengono un clamoroso successo, riproponendo brani noti in vesti sonore inedite e conquistando il pubblico con esibizioni originali e carismatiche.

Carosello Carosone - Ludovica Martino ed Eduardo Scarpetta (foto Andrea Pirrello)
Carosello Carosone – Ludovica Martino ed Eduardo Scarpetta (foto Andrea Pirrello)

Dopoguerra e nascita della tv

Ad essere raccontata non è solamente la carriera dell’amatissimo Renato Carosone. Il film per la tv riesce infatti a fotografare un’epoca di transizione, caratterizzata da numerosi  sconvolgimenti tra cui spiccano la fine della Seconda Guerra Mondiale, il boom economico  e la nascita della televisione. Non a caso Carosone e i suoi compagni sono i primi musicisti ad apparire in televisione nell’Orchestra delle quindici, uno dei programmi di debutto della neonata tv. Il Trio Carosone – destinato a diventare un sestetto – cavalca l’onda del successo con lunghe tournée, partecipazioni a programmi radiofonici e televisivi e molto altro. Proprio qui comincia a farsi largo la necessità di lasciare quella che è, a tutti gli effetti, una gabbia dorata. Il desiderio di stare al fianco della sua famiglia e alcune riflessioni sulla sua stessa arte – condivise col compagno di scena e grande amico Gegè Di Giacomo – porteranno Carosone, proprio al culmine del successo, ad abbandonare le scene. Non senza lasciare un segno indelebile nella musica e nel cuore delle persone.

Tutto in due decenni

Volendo riassumere ai minimi termini, Carosello Carosone racconta l’ascesa ai vertici delle classifiche internazionali di Renato Carosone, il musicista italiano probabilmente più famoso al mondo. Il tutto nell’arco di due soli decenni: dal 1937, anno in cui il giovane artista si diploma al conservatorio di Napoli, fino alla fine degli anni Cinquanta, quando non ancora quarantenne si ritira dalle scene nel momento di massimo successo. Tra le “tappe intermedie”, immancabile la trionfale serata del 1946 al Carnegie Hall, una delle sale da concerto di musica classica e leggera più importanti a livello mondiale. Scritto da Giordano Meacci e Francesca Serafini, il film è tratto dal libro Carosonissimo scritto da Federico Vacalebre ed edito da Arcana Editore.

Carosello Carosone - il cast (foto Andrea Pirrello)
Carosello Carosone – il cast (foto Andrea Pirrello)

Una vita tranquilla

Renato Carosone non ha avuto una vita caratterizzata dalla dissolutezza. Non è stato un artista maledetto e non ha fatto parlare di sé per i suoi “peccati”. Al contrario, si è dimostrato un musicista assennato, determinato a guadagnarsi il successo a suon di sacrifici e duro lavoro. Il biopic diretto da Lucio Pellegrini non ha per questo nessuno scossone: nessuna rovinosa caduta, nessuna frattura. La trama è movimentata semmai dai salti avanti e indietro nel tempo, i quali riescono a rendere più vivace la narrazione e al tempo stesso valorizzano la celebre esibizione al Carnegie Hall. Una carriera straordinaria nella sua ordinarietà, il che avvicina ancora di più il film Rai al pubblico. Molto curata la fotografia, che gioca sul colore e lo tinge di tonalità accese e gradevolmente vintage.

Le musiche di Stefano Bollani

A Stefano Bollani l’onere-onore di occuparsi dell’elemento portante dell’intera storia, ovvero la musica. In essa si riscontrano piacevolmente due anime diverse: una più fedele all’originale e un’altra più ricca di enfasi, volta a sottolineare alcune situazioni e ad assecondare la parte più meramente “fiction”. Lo conferma lo stesso Bollani, il quale ha dichiarato sull’argomento: “Se nella creazione della colonna sonora ci siamo concessi la possibilità di reinterpretare un mondo e delle atmosfere, all’interno del racconto siamo volutamente restati fedeli alle partiture, perché i brani di Carosone, i suoi arrangiamenti sono per me e per tutti dei piccoli gioielli intoccabili. Non serve aggiungere nulla, vanno suonati. Così come sono”. Come biasimarlo, di fronte a brani cult quali Tu vuò fà l’americano, Torero, Pigliate ‘na pastiglia, O’ sarracino e Caravan Petrol.

Carosello Carosone | Trailer

“La tua musica è rivoluzionaria, il tuo batterista suona i bicchieri, siete ironici, provocatori…insomma, siete il futuro.”Eduardo Scarpetta è Renato Carosone 🌹 "Carosello Carosone", giovedì 18 marzo in prima serata su Rai1

Pubblicato da Rai1 su Lunedì 15 marzo 2021

Carosello Carosone è una produzione Groenlandia in collaborazione con Rai Fiction, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia. Va in onda in prima tv giovedì 18 marzo 2021.

VOTO:
3  stelle e mezza

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