Capri Revolution, recensione del visionario film di Mario Martone

Capri Revolution - Marianna Fontana

Capri Revolution, di Mario Martone, attraverso immagini folgoranti, esplora la condizione umana di un’epoca densa di cambiamenti, nella continua lotta tra scienza e filosofia.

Un luogo sfuggente

Il film Capri Revolution, di Mario Martone, è ambientato nel 1914, alla vigilia della Grande Guerra. Una comune di giovani nordeuropei ha trovato sull’isola di Capri il luogo ideale per la propria ricerca nella vita e nell’arte. Ma l’isola ha una sua propria e forte identità, che si incarna in una ragazza, una capraia, Lucia (Marianna Fontana). Il film narra l’incontro tra Lucia, la comune guidata da Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e il giovane medico del paese (Antonio Folletto), in un’isola unica al mondo che, nei primi del ‘900, ha attratto chiunque sentisse la spinta dell’utopia e coltivasse ideali di libertà.

Una Storia sentita

Martone fa esplicito riferimento all’esperienza della comune che il pittore Karl Diefenbach costituì a Capri tra il 1900 e il 1913. Diefenbach, da pittore spiritualista si tramuta in artista performativo, facendo dell’arte una rivoluzione umana, vivendo a contatto con la Natura, studiando le lingue, avendo un’alimentazione vegetariana; tutti principi accomunati all’esperienza di Monte Verità a Locarno, dove, ancora oggi, è presente una forte memoria di quel periodo. Al centro del film di Mario Martone, c’è Lucia, una donna, una capraia, idealmente divisa tra Seybu e il medico del paese, tra il rapporto con il progresso e quello con la Natura, tra scienza e filosofia.

Capri Revolution - Reinout Scholten van Aschat e Marianna Fontana
Seybu (Reinout Scholten van Aschat) e Lucia (Marianna Fontana) in una scena del film durante una lettura

Un viaggio attraverso di sé

Protagonista di Capri Revolution è appunto la giovane Lucia, donna del primo ‘900, vittima di quel maschilismo e quella società patriarcale che, con coraggio e consapevolezza, riconosce e decide di combattere. Lei si ritrova a dover crescere come donna, ad emanciparsi come persona, e non solo come moglie o madre. Lucia, prima con esterna ammirazione, poi con incredula appartenenza, scopre la condivisione, la letteratura, la danza, la poesia, la filosofia e le culture di un mondo vasto, diverso e per lo più sconosciuto. Capri Revolution rappresenta quell’ideale di utopia della prima metà del 1900, di una guerra vista come cambiamento, di un pacifismo disinteressato e di un irrealizzabile desiderio di accoglienza, crescita e accettazione dell’altro. 

Pessimismo cosmico

Lucia, simbolo di un’intera umanità e della condizione di sottomissione della donna, presente ancora oggi, si ritrova divisa tra due proposte di vita, opposte e complementari, con elementi positivi e negativi, come tutto. Tra Natura e Storia, ideali filosofici e socialisti, il film di Martone lascia un senso di amarezza e meraviglia: una fotografia folgorante, un’interpretazione che trasmette naturalezza e sentimento e una regia attenta e, al tempo stesso, visionaria. Tutto questo in un’isola vista come un paradiso terreste, ma non abbastanza lontana da quei colpi di fucile e quella morte che devasterà il mondo con le due guerre mondiali.

Capri Revolution, diretta da Mario Martone, con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto, Gianluca di Gennaro, Eduardo Scarpetta, Jenna Thiam, Ludovico Girardello, Lola Klamroth, Maximilian Dirr, Donatella Finocchiaro, uscirà nei cinema il 20 dicembre distribuito da 01Distribution.

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