Delon e Malick si perdono tra polemiche e film non riusciti, ma alla fine tornano con le piccole cose

Le piccole cose che fanno emozionare e tornare i grandi del cinema al Festival di Cannes. Alain Delon, commosso, ritira la Palma d’Oro alla carriera. Terrence Malick fa di nuovo sognare i suoi fan con il film in concorso A Hidden Life

I ricordi che fanno commuovere il bel Delon

“Penso a questo come alla fine della mia carriera, alla fine della mia vita”. Queste le parole di un Alain Delon in lacrime che scende dal palco di Cannes dopo aver ricevuto la Palma d’Oro alla carriera. Non ha retto l’emozione l’ottantatreenne attore francese quando la figlia Anouchka, dopo i convenevoli di rito, gli ha consegnato il premio. Gli sono tornati in mente per un momento, in successione, tutti i suoi ricordi legati al cinema, quel grande amore che gli ha regalato tanti successi e che, come dice lui, gli ha salvato la vita.

Ma sono state anche le donne ad aiutarlo nel suo percorso. “Sono state loro a incentivarmi a fare questo mestiere”, afferma l’attore. Così da far tacere le polemiche dei giorni scorsi. Le donne erano pazze di lui e “per loro ho sempre voluto essere il più bello, il più grande, il più forte: per leggerglielo negli occhi”. È stata proprio una donna ad avvicinarlo al mondo del cinema; fu Brigitte Auber a portarlo per la prima volta a calcare il red carpet della Croisette, quando Delon nemmeno sapeva cosa fosse Cannes.

Una carriera di successi senza tempo

Inizia quindi nel 1957 la straordinaria carriera dell’attore francese con il regista Yves Allégret che lo ingaggia per Godot. Da lì in avanti sono innumerevoli i suoi successi. Uno fra tanti Rocco e i suoi fratelli; ne viene proiettato un frammento sugli schermi del Grand Théâtre Lumiér e a Delon scendono le lacrime a ripensare a quella scena sul tetto del Duomo di Milano con Annie Giardot che non c’è più.

Per tutta la cerimonia l’attore farà fatica a vedere gli spezzoni dei suoi film perchè in ognuno di essi c’è un pezzo di vita trascorso con persone che non ci sono più. “La piscina (di Jacques Deray)” dice commosso il francese “non potrò mai più vederlo, è impossibile. Le tre persone che adoravo di più se ne sono andate. Romy, Deray, Ronet. Sentir dire a Romy “Ti amo” e sapere che non c’è più… non ci riesco”.

Malick torna con una storia che andava raccontata

Otto anni dopo aver vinto la Palma d’oro con The Tree of Life torna in concorso al Festival di Cannes Terrence Malick. Torna per modo di dire, in quanto, da anni, le sue apparizioni sul red carpet sono inesistenti e sono quindi i due attori protagonisti Valerie Pachner e August Diehl a presenziare alla prima a Cannes dell’ultimo film del regista A Hidden Life.

Si tratta a tutti gli effetti di un film biografico, è la storia vera dell’obiettore di coscienza austriaco Franz Jägerstätter (August Diehl), un contadino che si rifiutò di combattere per i nazisti durante la seconda Guerra Mondiale, consapevole di quella che sarebbe stata la sua sorte. Verrà processato e condannato a morte nell’agosto del 1943.

Al centro del film il legame indissolubile con la sua famiglia e la sua terra.

Nel cast anche Valerie Pachner, Maria Simon, Bruno Ganz e Michael Nyqvist, scomparsi entrambi recentemente.

A Hidden Life: l’elogio delle piccole cose

Una pellicola tanto attesa, soprattutto dai fan che aspettavano da molto un ritorno ai film a cui erano abituati fino a The Tree of Life e che però, negli ultimi anni, sembravano svaniti in un vortice di concetti mistici e astratti.

Malick torna finalmente con un film più narrativo, una storia estremamente reale all’interno di un contesto rurale e con sfondo la celebrazione della natura tanto cara al regista. Un dramma storico raccontato con sublime delicatezza e sensibilità.

La lunga durata del film (2 ore e 43 minuti) serve per rendere ancora più percettibile il calvario straziante che ha dovuto subire Franz; il tutto immerso in una contrapposizione di colori evocativi: il verde dell’Austria di Franz che si contrappone al nero della Germania in guerra.

Un film sull’essenziale, sull’importanza delle piccole cose, quelle piccole cose che per Franz sono enormi e alle quali si aggrappa fino all’ultimo pur di condurre una vita dignitosa.

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