Cannes 2020: il Festival è stato ufficialmente cancellato

Cannes 2020: il Festival è ufficialmente cancellato

Il Festival di Cannes 2020 è stato ufficialmente cancellato: il direttore artistico Thierry Frémaux ha fugato ogni dubbio sulla possibilità di rimandare la manifestazione all’autunno.

Il Festival di Cannes 2020 sarebbe dovuto partire il 12 maggio, ma l’emergenza Coronavirus ovviamente ha portato a vari rinvii. Il direttore artistico Thierry Frémaux aveva dichiarato di non aver alcuna intenzione di creare un’edizione virtuale. “Per Cannes, la sua anima, la sua storia, la sua efficienza, è un modello che non funzionerebbe”, ha dichiarato all’inizio di aprile. Dopo aver vagliato tutte le opzioni, tuttavia, è infine arrivata la notizia che in molti temevano: quest’anno le luci della Croisette resteranno spente.

“Stando a oggi, è difficile immaginare un’edizione ‘fisica’ di Cannes 2020, così dovremo fare qualcosa di diverso”, ha spiegato Frémaux nel corso di un’intervista a Screen International. Nessuno slittamento all’autunno, come ipotizzato in precedenza. I film selezionati, con ogni probabilità, avranno lo stesso una degna vetrina visto che il Festival a inizio giugno annuncerà una selezione di titoli, seppur senza competizione: “Vogliamo promuovere i film che abbiamo visto e amato, arrivati da tutto il mondo. Opere meravigliose che è nostro dovere aiutare a trovare un pubblico”.

Tra questi, probabilmente, andranno annoverati film quali The french dispatch di Wes Anderson, Tre piani di Nanni Moretti e Soul di Pete Docter. Resta da vedere se i registi andranno a bussare ad “altre porte” insieme alle loro pellicole: “Se ora andranno altrove, sarò molto contento per loro. La cosa più importante è che il più ampio numero di spettatori possa vederli”, ha dichiarato diplomaticamente Frémaux. Lui stesso ha ammesso che Cannes ha tutta l’intenzione di collaborare proprio con i principali Festival d’autunno quali Venezia, Toronto e Lione.

Festival di Cannes. 2020
Festival di Cannes: se ne riparla nel 2021

“A livello personale, sono sopraffatto da un grande senso di malinconia e nostalgia. Vado al Festival da 35 anni. È il mio lavoro, ma oltre a ciò è anche un fantastico evento dal punto di vista conviviale, umano, artistico e gastronomico, non solo per me ma per tutti quelli che vi partecipano. Ogni anno viviamo un’esperienza straordinaria. A livello professionale, sto affrontando una situazione senza precedenti, ma con serenità. Al Festival, abbiamo deciso di prendere questa difficile situazione, che sta colpendo tutti, come un’opportunità per pensare al futuro”, ha confessato Frémaux nel corso della medesima intervista.

Infine, il direttore artistico ha voluto esporsi in merito a quello che sarebbe dovuto essere il Presidente della giuria internazionale: Spike Lee. “Spero che Lee possa esserlo il prossimo anno”, ha detto. Tra l’altro il suo nuovo film, Da 5 Bloods, avrebbe rappresentato anche una sorta di “pace” tra la Croisette e Netflix visto che sarebbe stato presentato fuori concorso e poi distribuito dalla nota piattaforma streaming.

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