Cannes 2019: ieri Tarantino, DiCaprio, Brad Pitt e i film di Dolan e Desplechin

Xavier Dolan a Cannes

Il Festival di Cannes continua imperterrito con proiezioni e conferenze. Ieri, mercoledì 22 maggio, è stata la volta di Xavier Dolan col suo Matthias et Maxime e di Arnaud Desplechin con Roubaix, une lumiere. Ma a far discutere è stata anche la conferenza stampa di C’era una volta a… Hollywood.

Il Festival di Cannes che si sta svolgendo in questi giorni ha già fatto ampiamente parlare di sé per le star che hanno sfilato sul red carpet e per la presenza di tre giganti del cinema mondiale: Quentin Tarantino, Leonardo DiCaprio e Brad Pitt.

L’ottava giornata di Festival ha visto, come le precedenti, un programma fitto di appuntamenti e proiezioni, ma indubbiamente va sottolineata l’importanza che è stata data al regista francese Xavier Dolan ed al collega Arnaud Desplechin, entrambi padri creativi rispettivamente di Matthias et Maxime e Roubaix, une lumiere. Dolan, già vincitore del Premio della giuria a Cannes nel 2016 per il film Mommy, si presenta dopo il flop de La mia vita con John F. Donovan con una nuova pellicola incentrata sulla storia di due ragazzi. Matthias, a cui la vita ha riservato solo cose belle ed esperienze piacevoli e Maxime, che al contrario ha dovuto lottare per ottenere ciò che possiede e a cui, spesso, ha dovuto rinunciare. Per esigenze di copione, i due amici saranno costretti a darsi un bacio, e questo, inaspettatamente, capovolgerà la loro visione delle cose ed inevitabilmente il loro rapporto.

Uno scatto dal film di Dolan, Matthias et Maxime
Uno scatto dal film di Dolan, Matthias et Maxime

Di tutt’altra natura è Roubaix, une lumiere, la pellicola di Desplechin in concorso alla 72ª edizione del Festival più atteso dell’anno. A fare da perno alla storia raccontata è la vita del commissario Daoud, un uomo di origini algerine profondamente legato alla città d’adozione, Roubaix, per l’appunto. Un film poliziesco che segue pedissequamente le indagini del commissario e il suo fiuto per il colpevole, Ad essere al centro delle accuse due donne, interpretate da Lea Seydoux e Sara Forestier, formalmente indagate per l’omicidio di un’anziana morta la notte di Natale. Roubaix, paese d’origine di Desplechin stesso, ricopre un ruolo tutto suo all’interno del film e dona alla trama un sapore deciso e caratteristico. Ricordiamo che il regista ha il merito di aver girato anche Racconto di Natale del 2008, I miei giorni più belli del 2015 e I fantasmi d’Ismael del 2017.

Uno scatto con Lea Seydoux in Roubaix, une lumiere
Uno scatto con Lea Seydoux in Roubaix, une lumiere

Fuori concorso anche La glace en feu di Leila Conners, che vede in veste di produttore Leonardo DiCaprio, e che racconta le temibili conseguenze del cambio climatico mondiale; The Gangster, The Cop and The Devil di Lee Won-Tae, una pellicola sud coreana che tratta la strana accoppiata di un boss criminale ed un poliziotto e la loro lotta contro il tempo per fermare un serial killer.

Altre proiezioni di ieri a Cannes sono state quelle dei film En terre de Crimée di Nariman Aliev, Summer of Changsha di Zu Feng, Sejour dans les monts Fuchun di Gu Xiaogang, Wounds di Babak Anvari, Les particules di Blaise Harrison e Halte di Lav Diaz con i suoi 276 minuti di film.

Brad Pitt, Leonardo Di Caprio e Al Pacino in una scena dell'attesissimo film di Quentin Tarantino C'era una volta a Hollywood
Brad Pitt, Leonardo Di Caprio e Al Pacino in una scena dell’attesissimo film di Quentin Tarantino C’era una volta a Hollywood

A far parlare di sé, però, è stata anche la conferenza stampa del nuovo film di Quentin Tarantino C’era una volta a… Hollywood che si è tenuta ieri a Cannes. A destare scalpore è stata la domanda di una giornalista che chiesto al regista americano il motivo per cui avesse scelto un’attrice di grande talento come Margot Robbie e non le avesse dato molto spazio all’interno del film. Irritato dalla domanda, Tarantino ha glissato con un semplice «Respingo la sua ipotesi», lasciando tutti a bocca aperta (e asciutta). L’attrice ha invece tenuto a sottolineare quanto sia stata onorata di ricoprire tale ruolo e come la sua presenza dovesse semplicemente portare un po’ di luce all’interno del film, motivo per il quale non erano necessari troppi dialoghi.

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