Home Cinema e Film Recensioni Film e Cinema Califano, recensione: Leo Gassmann è il Califfo in un biopic che non...

Califano, recensione: Leo Gassmann è il Califfo in un biopic che non ce la fa ad accendersi

Califano - Leo Gassmann (foto di Katia Zavaglia)
Califano - Leo Gassmann (foto di Katia Zavaglia)

La nostra recensione di Califano, il biopic Rai dedicato al Califfo nel decennale della morte con Leo Gassmann nei suoi (non facili) panni: un film troppo pulito e patinato che non riesce ad intercettare la ruvidezza e il tormento dell’uomo, prima ancora che dell’artista

Prima è stata la volta di De André con il volto di Luca Marinelli, poi è toccato al Lucio Battisti portato in scena da Michele Riondino; quest’anno è arrivato il turno di Franco Califano, da tutti conosciuto come il Califfo, che nel film che porta il suo cognome segna il debutto davanti alla macchina da presa di Leo Gassmann. Il giovane figlio e nipote d’arte prende il suo compito sul serio, ma il problema è che in Califano tutti gli aspetti di messa in scena, dalla scrittura fino alle scelte registiche, di fotografia, costumi e scenografia rimangono incastrati nell’ingrato meccanismo di una fiction rassicurante e patinata, affatto capace di intercettare e quindi restituire la tragica vitalità del cantautore romano.

Califano - Leo Gassmann (foto di Katia Zavaglia)
Califano – Leo Gassmann (foto di Katia Zavaglia)

Una vita complicata

Roma, 1984. Teatro Parioli, mille spettatori attendono che salga sul palco il Maestro, il Poeta, il saltimbanco, il Califfo. Franco (Leo Gassmann) è nel camerino in attesa di quella che sarà la serata più importante della sua vita. Di lì a poco sei uomini in divisa fanno irruzione nel camerino, gli metteranno le manette ai polsi e lo faranno sfilare davanti al suo pubblico esterrefatto. Roma, 1961. Franco conosce Antonello Mazzeo (Giampiero De Concilio), amico che gli resterà fedele per tutta la vita e Rita (Celeste Savino), suo primo amore, con la quale si sposerà e darà alla luce la sua unica figlia.

Ma a Franco la quotidianità ordinaria diventerà sin da subito troppo stretta e nel 1963 abbandonerà tutto e tutti trasferendosi a Milano, ospite di Edoardo Vianello (Jacopo Dragonetti). Inizierà a scrivere canzoni, frequentare molte donne, a consumare droga e a fare amicizie importanti come quelle con Gianni Minà (Andrea Ceravolo) e Ornella Vanoni (Valeria Bono); arriverà poi il successo come autore e scout ma le sue fragilità e i demoni del proprio passato lo porteranno più volte sull’orlo del baratro, per poi farlo rinascere ancora sotto le stelle.

Califano - Celeste Savino (foto di Katia Zavaglia)
Califano – Celeste Savino (foto di Katia Zavaglia)

Molto Franco, poco Califano

È inutile girarci attorno, gran parte dei prodotti seriali o filmici di mamma Rai ma pensati per la TV devono fare i conti con un certo retrogusto di fiction datata, con un’impostazione di scrittura e messa in scena il più possibile chiara ed esplicativa evitando il più possibile inciampi, sottotesti o deviazioni strane. Non sfugge alla regola questo Califano, una pellicola totalmente fuori dalla contemporaneità che vorrebbe ricordare una certa classicità, quasi omaggiando l’arena storica in cui è ambientata per gran parte della propria durata. Il che è però un peccato, per diversi motivi, a partire da un volenteroso e tutto sommato non disprezzabile Leo Gassmann, qui al suo debutto ufficiale come attore.

Il problema è che qui parliamo della vita e delle gesta del Califfo, una delle personalità più tormentate e indecifrabili della nostra musica leggera, schiva degli schemi predefiniti e libera nel senso più puro del termine. Raccontarle con il tono, l’impostazione e la temperatura di una fiction è quanto di più deleterio e sbagliato ci possa essere. In Califano invece convivono le atmosfere patinate e pulite di un prodotto che vorrebbe essere il più rassicurante e alla portata di tutti possibile, anche quando prova a gettare luce sugli aspetti più scomodo della vita del cantautore romano (i molteplici arresti, i problemi di dipendenza, il rapporto tossico con alcune donne).

Un prodotto che non si accende

Ne deriva ovviamente una narrazione molle, sfilacciata anche a livello diegetico ma non solo, con solo qualche breve lampo che avrebbe potuto far sperare in qualcos’altro (l’esibizione di Tutto il resto è noia) e tante occasioni perse lungo la strada. Non si accende quasi mai Califano, nonostante una durata ben al di sotto delle due ore e forse per questo troppo esigua, ma soprattutto non riesce mai ad accendere il proprio protagonista. Gassmann fa quel che può e che riesce a fare, anzi è persino sorprendente in certi frangenti, ma il suo essere ancora acerbo non lo aiuta a dare maggior corpo al dolore e all’insofferenza del Califfo, ma questo è un progetto che avrebbe avuto bisogno di tanto coraggio in più, a partire dalla scrittura.

A non deporre ulteriormente a favore di questo biopic all’acqua di rose ci si mette anche la regia di Alessandro Angelini, troppo priva di anima, di una voce e di un’identità leggibile (probabilmente anche per una linea editoriale precisa di mamma Rai), fatta di movimenti di macchina e giustapposizioni scontati, di brutti freeze-frame che vanno a bianco e in generale di una messa in scena un po’ troppo scolastica e senza guizzi. Avrebbe dovuto e potuto osare molto di più ,anche a coto di deragliare, questo Califano, se non altro per omaggiare degnamente nello spirito e nell’atteggiamento la vita e la carriera di un artista che non ha mai seguito le strade battute da altri, pur cercando quello che alla fine cerchiamo tutti.

Perché questa è la storia di un uomo solo che vuole essere amato, forse anche capito, sicuramente abbracciato e sostenuto; un’anima buona anche se rotta (come lui stesso si definiva) che avrebbe desiderato un film capace di intercettarne i dolori, a stanchezza, le contraddizioni ma anche la sempiterna voglia di vivere e di cantare. Questo purtroppo non è quel film.

TITOLO Califano
REGIA Alessandro Angelini
ATTORI Leo Gassmann, Giampiero De Concilio, Celeste Savino, Jacopo Dragonetti, Andrea Ceravolo, Valeria Bono, Andrea Dugoni, Rosa Palasciano, Angelica Cinquantini
USCITA 11 febbraio 2024
DISTRIBUZIONE Rai 

 

VOTO:

Due stelle e mezza

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci qui il tuo nome