Ora il Buco Nero ha forma e immagine grazie al lavoro dell’EHT

La fotografia del Buco Nero

Quante volte abbiamo parlato di Buco Nero intendendo un’entità difficile da immaginare? Da oggi, grazie all’EHT possiamo vedere con i nostri occhi la foto che farà la storia dello studio dell’Universo. Non più Teoria, ma Scienza.

L’attesa è terminata. EHT ha svelato la foto del Secolo, l’immagine di un Buco Nero. Focus (canale 35) ha seguito in diretta – dalle ore 14:30 alle 16:00 di oggi, mercoledì 10 aprile – l’evento di portata storica.

La rete tematica free Mediaset diretta da Marco Costa ha dato conto dell’avvenimento attraverso le parole del divulgatore Luigi Bignami e l’intervento di Massimo Dotti, astrofisico, vicedirettore del Dipartimento di Fisica Giuseppe Occhialini dell’Università Milano Bicocca. Al termine dello speciale è intervenuto, in diretta telefonica da Bruxelles, Luciano Rezzolla, docente della Goethe Universität di Francoforte, membro del Comitato di Event Horizon Telescope e tra i relatori presenti alla conferenza di Bruxelles.

Luciano Rezzolla
Luciano Rezzolla, membro del comitato EHT

«Questa è soltanto la prima pagina di un libro che vogliamo scrivere… di osservazione di questo tipo di oggetti. E questi sono oggetti che ci consentiranno di capire molto meglio come funzionano i buchi neri», spiega Rezzolla. «Fondamentalmente, quello che abbiamo fatto è trasformare un concetto – quello del Buco Nero – in un’entità sperimentale. Qualcosa che può essere testato da noi, da altri, ripetutamente. In questa maniera possiamo fare Scienza. Finora era Teoria. Adesso diventa Scienza. Quindi, da questo punto di vista, è un evento epocale». 

«Le variabili che entrano in gioco per “fotografare” il Buco Nero della nostra galassia, Sagittario A, sono molto superiori rispetto a quelle del Buco Nero della galassia M87 ed è per questo che si è preferito puntare i radiotelescopi verso quest’ultima. È come prendere la foto di un lago versus un fiume in piena», chiarisce Rezzolla. «Il lago è molto più semplice da fotografare, perché non si muove durante il tempo in cui la foto viene scattata. Mentre un fiume in piena ha degli aspetti dinamici molto importanti, che sono più difficili da controllare. Ma stiamo già analizzando i dati di Sagittario A», conclude il direttore dell’Istituto di Fisica Teorica di Francoforte. «Quindi, ben presto saremo grado di dare informazioni anche di quest’altro oggetto».

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