Borg McEnroe, la recensione del vincitore della Festa del Cinema di Roma

Borg McEnroe

Borg McEnroe di Janus Metz Pedersen ha vinto il premio del pubblico della 12ª Festa del Cinema di Roma. Un buon film che si sarebbe dovuto chiamare semplicemente Borg.

Titolo originale del film

Borg McEnroe è il titolo internazionale del film del regista danese Janus Metz Pedersen, la sceneggiatura è dello svedese Ronnie Sandahl e in Svezia il film si chiama (giustamente) semplicemente Borg, perché è incentrato soprattutto sulla vita e le vittorie del campione svedese. Il mancino americano fa da spalla di lusso e il suo cognome è stato aggiunto al titolo per rendere il film più appetibile per il pubblico di tutto il mondo, ma dopo aver visto il film si capisce bene perché sia piaciuto molto a Borg e molto meno a McEnroe. Presentato in anteprima a settembre come apertura del 42° Toronto Film Festival, il film ha poi vinto il premio BNL del pubblico alla 12° Festa del Cinema di Roma e uscirà in Italia il 9 novembre.

Borg McEnroe
Sverrir Gudnason (Bjorn Borg)

Borg e McEnroe bambini

Le immagini del film non seguono un preciso ordine cronologico, nel senso che ci sono continui flashback tra passato e presente, si parte con un’immagine del 1980 e poi si torna indietro ad altri tornei precedenti (i due si incontrarono per la prima volta a Stoccolma nel 1978, vinse McEnroe) e a quando i due tennisti erano bambini. In particolare Borg bambino viene interpretato magnificamente dal figlio Leo, che oggi è uno dei migliori tennisti junior del circuito, somiglia fisicamente moltissimo al padre e il film lo riprende quando iniziava a giocare contro la saracinesca del giardino di casa e sognava di vincere Wimbledon. Anche il piccolo McEnroe è molto somigliante (ancora più dell’attore che lo interpreta da grande, il bravissimo Shia LaBeouf), e viene sottolineato l’aspetto del bambino prodigio capace di fare calcoli matematici piuttosto complessi per la sua età. Entrambi sono spinti dai genitori a primeggiare sugli altri, a diventare i migliori al mondo, anche se l’estrazione della famiglia di Borg è più popolare rispetto a quella di Mc Enroe, e alla mamma del piccolo Bjorn viene detto che “il tennis non è come tanti altri sport, non è adatto a tutte le classi sociali“.

Borg McEnroe
Leo Borg (figlio di Bjorn)

La finale di Wimbledon 1980

Gran parte del film è dedicato e ruota intorno alla finale di Wimbledon del 1980, definita a ragione “la più bella partita della storia del tennis”. Wimbledon come si sa è il più importante torneo del circuito e si gioca sull’erba. Borg, numero 1 del mondo, era reduce da quattro vittorie consecutive. McEnroe invece era alla sua prima finale e aveva la possibilità di strappare il titolo di campione al rivale e di diventare lui il n.1 al mondo. Il primo set viene vinto agevolmente da McEnroe per 6-1, nel secondo e terzo set invece si impone Borg per 7-5, 6-3. Ma i tornei del Grande Slam si giocano al meglio dei 5 set: si arriva così al leggendario tie-break del quarto set, dove McEnroe riesce ad annullare ben 5 match point all’avversario per poi vincere 18-16. Quando ormai sembrava impossibile per Borg recuperare, soprattutto dal punto di vista psicologico, ecco che lo svedese riesce a trovare ancora la forza mentale e fisica per vincere il quinto decisivo set e quindi l’incontro. I due si affronteranno anche l’anno successivo in finale a Wimbledon e questa volta vincerà l’americano che diventerà il nuovo n.1 del mondo, dopo di che Borg si ritirerà dal tennis a soli 26 anni. La finale del 1980 è considerata il primo momento in cui la granitica solidità di Borg (soprannominato “Iceborg”) comincia a vacillare, sotto i colpi del mancino americano.

Borg McEnroe
Shia LaBeouf (John Mc Enroe)

Le differenze tecniche e caratteriali

McEnroe ha più talento, il suo è un gioco di serve and volley, grande servizio e poi discesa a rete, buon dritto ma soprattutto ottimo rovescio, mentre Borg ha un gioco più regolare da fondo campo, è dotato di un ottimo dritto e soprattutto la rimette sempre dall’altra parte. Il film evidenzia bene questi aspetti e le differenze tecniche tra i due giocatori (nelle fasi di gioco si avvale di controfigure che sono tennisti professionisti), ma soprattutto le differenze caratteriali. Borg è una pentola a pressione, un vulcano che si tiene tutto dentro, anche se da piccolo aveva avuto delle intemperanze nei confronti del suo allenatore (Lennart Bergelin, interpretato da Stellan Skarsgard, ex tennista svedese). McEnroe invece è conosciuto proprio per i suoi sfoghi e i frequenti scatti d’ira, prende spesso a parolacce gli arbitri e non riesce a contenersi. Il film si sofferma su alcune frasi in particolare che sono passate alla storia (“you cannot be serious!“) ma non approfondendo troppo la figura di McEnroe rischia di trasformarlo in una macchietta. Ricordiamo che Mac detiene tuttora il record di tornei vinti tra singolare e doppio nell’era Open (150 in totale) ed è forse il giocatore di doppio più forte della storia del tennis (celebre la coppia con Peter Fleming), in un’epoca in cui il doppio non era ancora la specialità dei “falliti” in singolare come oggi.

Borg McEnroe
Sverrir Gudnason (Borg) durante una festa

Quando i tennisti erano delle rockstar

Il film ritrae un’epoca in cui i tennisti erano come delle rockstar: avevano i capelli lunghi, un look ricercato ma non troppo ingessato, si divertivano, andavano alle feste, erano inseguiti dai fan e avevano intorno sempre belle donne. Borg era sposato con la tennista romena Mariana Simionescu (interpretata da Tuva Novotny) e poi si sposerà con la cantante Loredana Berté (conosciuta nel 1973 quando era la fidanzata di Adriano Panatta anche se nel film non viene menzionata direttamente, ma sul finale si vede Borg che assiste al concerto di una cantante). McEnroe sposerà l’attrice Tatum O’Neal, così come l’altro grande campione americano André Agassi che ha sposato Brooke Shields. Non a caso Agassi (indiretto protagonista del documentario Love means zero su Nick Bollettieri, presentato sempre alla Festa del Cinema di Roma) è stato forse l’ultima rockstar del tennis, proprio come Borg e McEnroe. I tennisti di oggi, anche i grandi campioni come Federer, Nadal, Djokovic, Murray, ecc. non hanno quel carisma e quella personalità, dentro e fuori dal campo, possono essere anche perfetti tecnicamente ma gli manca quel “quid” che rende le loro storie interessanti e degne di essere raccontate da un film come questo: personaggi come Borg e McEnroe ma anche Vitas Gerulaitis (nel film interpretato da Robert Emms) e Jimmy Connors, Adriano Panatta e Ilie Nastase, furono protagonisti di incontri memorabili.

Borg McEnroe
Bjorn Borg e John McEnroe

Il tennis come filosofia di vita

Il film si apre con una citazione di Open, l’autobiografia di André Agassi: “Non è un caso, penso, che il tennis usi il linguaggio della vita. Vantaggio, servizio, errore, break, love (zero), gli elementi basilari del tennis sono quelli dell’esistenza quotidiana, perché ogni match è una vita in miniatura”. Il tennis è lo sport solitario per eccellenza, si gioca da soli contro il resto del mondo (al massimo in due in doppio) e oltre alla tecnica contano molto anche altri fattori come la forza mentale e psicofisica. Borg in questo andava al di là di ogni immaginazione, con i suoi riti maniacali, le accordature tiratissime delle sue racchette Donnay di legno su cui doveva camminare prima di ogni incontro, mentre McEnroe disegnava sui muri degli alberghi i tabelloni dei tornei a cui partecipava. Il film li dipinge come rivali ma durante il gioco il rispetto reciproco non è mai mancato: a un certo punto Borg durante un cambio campo dice all’avversario “non ti preoccupare, in fondo è solo una partita di tennis“, non sappiamo se sia accaduto davvero ma ci piace pensare che sia andata così. 14 incontri, 7 vittorie a testa e 2 grandi campioni che sono rimasti amici anche nella vita, che per fortuna (o purtroppo) è molto più complicata di una partita di tennis.

Borg McEnroe arriverà nelle sale italiane giovedì 9 novembre, distribuito da Lucky Red. Qui potete inoltre leggere tutti gli articoli e le recensioni della Festa del Cinema di Roma.

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