Recensione di Bogside Story: commovente docufilm sulla domenica di sangue irlandese

Bogside Story è il documentario diretto da Rocco Forte e Pietro Laino sul massacro della polizia britannica ai danni dei cittadini del quartiere Bogside della città nord irlandese di Derry.

Memoria

Sulle parole di Fulvio Grimaldi, fotoreporter italiano presente il 30 gennaio 1972 a Derry, città dove si consumò uno dei massacri di civili più insensati del secondo dopoguerra, si basa la narrazione del documentario Bogside Story. Forte e Laino seguono il ritorno del giornalista italiano convocato per la terza volta a testimoniare sull’accaduto di quella domenica. Dalle parole di Grimaldi si comprende come la memoria dell’accaduto, a distanza di più di quarant’anni, sia ancora presente sulle mura del quartiere cattolico della città di Derry. La morte di quattordici civili segnò l’inizio della guerra civile fra cattolici e protestanti sconvolgendo la perenne ricerca di un equilibrio europeo che veniva tracciato sulla riconsiderazione dei diritti umani.

Le testimonianze

Non è importante il numero delle vittime perché, come ha affermato nel 2010 l’allora Primo Ministro Britannico David CameronLe conclusioni di questo rapporto sono prive di equivoci: ciò che è successo il giorno di Bloody Sunday è stato ingiusto e ingiustificabile. È stato sbagliato”, quando ci si trova di fronte ad un’azione politica di una simile crudeltà non ci sono attenuanti a riguardo. Il dolore vive ancora nelle parole di chi ha perduto un proprio caro durante la Bloody Sunday e all’interno delle testimonianze raccolte continua a ripercuotersi una rabbia repressa dovuta alla considerazione storica che, in molti studi, è stata indicata con il costrutto di “terrorismo irlandese“, quando si è trattato certamente di una lotta, ma non di costrizione, bensì di liberazione.

Bogside Story - Derry
Un fotogramma del documentario che riprende la scritta celebrativa nella città di Derry

La regia

Il documentario si concentra sulla presenza dei murales nella città Derry. L’idea nasce da una reazione emotiva che i disegni hanno suscitato nella mente del regista. La folgorazione dovuta alla bellezza e potenza dei murales è intesa, nella scrittura del documentario, quale forza sprigionata da disegni che risultano essere contemporaneamente strumenti di comunicazione sociopolitica e opere di arte contemporanea. L’intenzione di creare un documentario come Bogside Story nasce dalla consapevolezza che un simile prodotto possa essere strumento di arricchimento dell’animo umano e di una maggiore consapevolezza per una crescita collettiva della coscienza umana. L’intento è di muovere nello spettatore un senso di solidarietà e un maggiore rispetto per le diverse identità.

Alla violenza rispondere con l’arte

Una delle azioni civili che hanno impattato maggiormente a seguito del massacro compiuto dalla polizia britannica è rappresentato dalla nascita del fenomeno dei murales che ha letteralmente invaso il quartiere della città di Derry. Questa diffusione di un fenomeno così insolito, per certi aspetti, risiede nella storia di tre artisti che, armati di barattoli e bombolette di vernice, hanno dipinto le tele in mattoni degli edifici di Bogside. William
Kelly, Tom Kelly e Kevin Hasson hanno creato quella che oggi viene battezzata con il nome di People’s Gallery, considerata un monumento artistico e una risposta civile in termini di giustizia.

Bogside Story è il documentario diretto da Rocco Forte e Pietro Laino sul massacro della polizia britannica ai danni dei cittadini del quartiere Bogside della città nord irlandese di Derry. Al cinema dal 20 settembre il documentario è distribuito da Distribuzione Indipendente e prodotto da Megapixel

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