Blockers – Giù le mani dalle nostre figlie, recensione: che occasione persa!

Blockers, Giù le mani dalle nostre figlie: recensione

Blockers – Giù le mani dalle nostre figlie è l’ennesima commedia dedicata alla fatidica sera del ballo scolastico: tra stereotipi, forzature e qualche volgarità di troppo, il film vanta davvero pochi punti di forza.

“Giù le mani dalle nostre figlie!”

Julie (Kathryn Newton), Kayla (Geraldine Viswanathan) e Sam (Gideon Adlon) sono diventate amiche il primo giorno di scuola e da allora non si sono mai separate. Giunte al ballo di fine anno, la bionda Julie annuncia che perderà la verginità proprio quella sera. Da qui nasce l’idea di fare un patto sessuale: tutte e tre lo faranno proprio in occasione del ballo. Peccato che i loro genitori (Leslie Mann, John Cena e Ike Barinholtz) – che nel corso degli anni hanno stretto un bel legame – intercettino alcune conversazioni su What’s app e scoprano tutto. Non potendo accettare che le loro figlie sono ormai delle donne, il loro intento sarà uno solo: rovinare la serata e impedir loro di consumare il primo rapporto sessuale.

Un’occasione persa

L’idea del film poteva essere carina: da una parte adolescenti pronti a fare il salto e diventare adulti, dall’altra genitori un po’ goffi ed infantili. Poi, alla fine, un punto d’incontro generazionale e tre morali pronte a dare spessore alla storia. Peccato che tutti i personaggi siano coinvolti in gag di bassa lega (il cui apice è la gara di alcol da dietro, con un tubo infilato nel deretano), che nessuna storia venga davvero approfondita e che le morali rasentino la banalità. Per il resto la pellicola si lascia guardare con serenità ma il divertimento viene da risate facili: sesso, linguaggio scurrile e ridicole scenette. Non c’è che dire, una vera occasione persa.

Blockers, Giù le mani dalle nostre figlie: scena del film
I 3 apprensivi genitori (Leslie Mann, John Cena e Ike Barinholtz) cercano di rovinare la serata ai figli

Cast che alza il livello

Il trio di genitori coinvolti nella rincorsa e nella difesa della verginità delle ragazze viene interpretato da attori di talento. Leslie Mann ha già dimostrato di essere brillante partecipando a commedie quali Single ma non troppo, Tutte contro lui o Questi sono i 40. John Cena ha saputo riciclarsi da wrestler ad attore sfruttando la sua fisicità senza prendersi troppo sul serio. Ike Barinholtz ha partecipato con continuità alla serie Mad tv ma si è fatto apprezzare anche al cinema e a teatro. Graziose anche le tre giovani neo-diplomate, ma la sceneggiatura pensata dalla regista Kay Cannon (da ammirare nel teen-movie Pitch Perfect, non magistrale ma carico di autoironia,) non offre spunti sufficienti.

Confronto generazionale assente

Il confronto generazionale tra le tre ragazze e i loro genitori si combatte con armi spuntate. I litigi si dissolvono nel giro di poche battute, gli stereotipi si susseguono uno dopo l’altro, l’ormone impazzito domina qualche situazione di troppo. L’aspetto più piacevole resta la leggerezza che pervade la pellicola, ma in fondo la concorrenza offerta dal cinema moderno è talmente agguerrita che richiedere qualcosa in più è certamente doveroso. Se l’idea era quello di creare un’alternativa femminile e femminista ad American Pie, Giù le mani dalle nostre figlie non riesce davvero a soddisfare sotto nessun punto di vista.

Giù le mani dalle nostre figlie esce al cinema il 17 maggio 2018 distribuito da Universal Pictures.

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