Big Fish & Begonia, recensione: una favola che incanta e commuove

Big Fish & Begonia, recensione

Big Fish & Begonia è stato completato solamente grazie ad una raccolta fondi ma il publico ne ha premiato il valore facendolo diventare campione d’incassi in Cina nel 2017: nessuno stupore, il film d’animazione di Liang Xuan e Zhang Chun tocca le corde più intime dell’animo umano.

Chun e la rinascita della sua anima

La protagonista di Big Fish & Begonia è Chun (che significa appunto ‘Begonia’ ed ha la voce di Ji Guanlin), una ragazzina animata da valori solidi e una sincera onestà. Vive sotto il mare – un luogo dove vengono curate le anime degli esseri umani – ed ha appena compiuto 16 anni. Assunte però le vesti di delfino rosso deve lasciare il mondo parallelo in cui abita per intraprendere, come da tradizione, un viaggio attraverso pregi e difetti degli uomini. Il cammino è impervio e ricco di insidie ma l’aiuto di un amico d’infanzia (Jiang Guantao) disposto a tutto pur di coadiuvare l’impresa potrebbe rendere la missione meno complessa di quanto avrebbe mai creduto.

Opera prima per Liang Xuan e Zhang Chun

Liang Xuan e Zhang Chun hanno lavorato a quattro mani a Big Fish & Begonia, che rappresenta la loro opera prima. I registi hanno raccolto una cascata di plausi in tutto il mondo: c’è chi ha paragonato il loro film a grandi classici come La Sirenetta della Walt Disney, chi l’ha definito un fantasy visionario ma al tempo stesso adatto a tutta la famiglia, chi ha chiamato in causa il grande maestro del genere Hayao Miyazaki. In effetti non mancano i richiami alla tradizione del lungometraggio d’animazione giapponese, com’è chiaro anche l’occhiolino strizzato a Miyazaki: Chun è un’eroina femminile al pari de La Principessa Mononoke (e del recente Mary e il fiore della strega, di Hiromasa Yonebayashi), mentre alcuni paesaggi tendenzialmente onirici ricordano quelli de La Città Incantata. L’insieme risulta assolutamente gradevole e dai tratti raffinati, pronto a far crescere l’orgoglio dei suoi fantasiosi creatori.

Big Fish & Begonia: Chun nel suo percorso di rinascita
Chun nel suo percorso di rinascita

Il tema della reincarnazione

Il tema delle reincarnazione delle anime e del loro flusso verso la ricerca della salvezza è estremamente tangibile nel film. L’importanza di questo concetto è fondamentale, così come lo sono gli elementi naturali e tutto il mondo onirico che va oltre quello meramente terrestre. Il disegno cui ricorrono in Big Fish & Begonia non potrebbe essere più calzante: a metà tra lo stile classico e la CGY (Computer Generated Imagery), la pellicola offre atmosfere suggestive e l’aplomb tipico della favola. Una favola pronta ad incantare i grandi ma anche i piccoli: forse loro non riusciranno a cogliere certi estetismi ma Big Fish & Begonia è piaciuto – e probabilmente continuerà a farlo – proprio per la semplice eleganza che pervade tanto la storia quanto la grafica.

Un’uscita travagliata

L’idea di portare sul grande scherzo Big Fish & Begonia è nata circa 12 anni fa. Liang Xuan e Zhang Chun ci hanno messo parecchio tempo per realizzare il progetto, anche perché per completarlo sono stati necessari i fondi raccolti col crowfunding. Il pubblico ha dimostrato tutto il suo apprezzamento a suon di biglietti, tant’è che il lungometraggio rappresenta già un campione d’incassi in Oriente. Il segreto del suo successo va in molte direzioni e abbraccia musiche, scenari, personaggi difficili da non amare e molto altro ancora: il crowfunding ha regalato all’industria dei film d’animazione un prodotto potente, avventuroso e poetico. In una parola: semplicemente incantevole.

Big Fish & Begonia arriva nelle sale italiane il 21 giugno 2018 distribuito da Draka e Twelve Entertainment.

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