Bernini: la recensione del docu-film sul genio del Barocco

Bernini - dettaglio di Apollo e Dafne

Bernini è il docu-film sul maestro indiscusso dell’arte barocca. Diretto da Francesco Invernizzi, porta lo spettatore dentro la Galleria Borghese, per poter ammirare le maestose opere di Gian Lorenzo Bernini, che hanno influenzato radicalmente l’arte dei suoi contemporanei.

Bernini racconta il maestro del Barocco

Gian Lorenzo Bernini è considerato il genio del Barocco. Scultore, architetto, urbanista e pittore, è stato in grado di influenzare l’arte dei contemporanei per oltre un secolo, grazie alle sue magnifiche opere, che hanno cambiato gli esterni di Roma e hanno abbellito gli interni dei suoi committenti. Quattro secoli dopo la vita del grande artista, Francesco Invernizzi porta lo spettatore nella Galleria Borghese, con il suo docu-film Bernini, dedicato a una selezione di oltre 60 capolavori.

Bernini - dettaglio dell'Ermafrodito
Dettaglio dell’Ermafrodito

Dallo schermo alla realtà

Ciò che Bernini è stato in grado di realizzare con le sue opere scultoree, è assolutamente irraggiungibile: prendendo a modello le rappresentazioni più iconiche della storia dell’arte, Bernini ha toccato vette di maestria che possono essere apprezzate al meglio solo avendo l’opera davanti agli occhi. Tuttavia, il lavoro della cinepresa, che analizza e indaga ogni sfaccettatura del marmo berniniano, dà allo spettatore la sensazione di trovarsi di fronte al maestoso gruppo, soggetto della scena. Anzi, con la possibilità di potersi avvicinare grazie all’occhio meccanico e di non dover restare con i piedi a terra, sono scoperti ulteriori dettagli, che possono solo arricchire l’esperienza già mozzafiato della visione di una statua di Gian Lorenzo Bernini. Anche il lavoro delle luci è magistrale: la finezza plastica del marmo è esaltata al massimo livello, senza perdere il senso di naturalezza che è intrinseco alle opere del grande scultore.

L’artista raccontato con le opere

Grazie a Anna Coliva (direttrice della Galleria Borghese di Roma), Luigi Ficacci (storico dell’arte e sovrintendente generale all’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) e Andrea Bacchi (Direttore della Fondazione Zeri), Gian Lorenzo Bernini è raccontato (e si racconta, con la voce narrante in prima persona) attraverso le sue opere. Enea, Anchise e Ascanio fuggono da TroiaIl ratto di ProserpinaApollo e DafneDavidL’ermafrodito sono solo le più famose che sono mostrate e analizzate. Oltre a queste, sono mostrate anche le opere giovanili, quelle fatte in collaborazione con il padre, e ancora il colonnato di piazza San Pietro in Vaticano, i ritratti.

Bernini - dettaglio del Ratto di Proserpina
Dettaglio del Ratto di Proserpina

La rivoluzione dell’espressività

Proprio sui ritratti ci si sofferma in modo trasversale durante gli 87 minuti della pellicola. Infatti, la grande novità che Bernini porta nel panorama artistico del suo tempo è l’espressività dei personaggi. Questo è lampante quando si cimenta nella pittura, dove il volto domina la tela e gli occhi sono al centro della composizione, quasi a voler far capire a chi si sofferma davanti al quadro che è lì il messaggio, nello sguardo che punta fisso negli occhi dello spettatore. Ma anche – e qui c’è la rivoluzione – nelle statue: per la prima volta, il marmo prende davvero vita. Emblematico in questo caso è il gruppo Ratto di Proserpina: la cinepresa indugia a lungo sul volto della giovane, solcato da tre lacrime. La sofferenza della ragazza strappata al suo mondo è rappresentata negli occhi che piangono, nella bocca urlante, il tutto per regalare un’espressività tale da penetrare la pietra e lo schermo.

Francesco Invernizzi porta l’arte al cinema

Il docu-film, girato in 8k, si inserisce nella lunga lista di film che Francesco Invernizzi ha prodotto per Magnitudo Film. Firenze e gli UffiziI Musei Vaticani e le Basiliche Papali hanno infranto i record al botteghino per i film d’arte, e sono stati a loro volta superati da Caravaggio – L’anima e il sangue, che in Italia ha portato al cinema 130.000 spettatori. Invernizzi ha strutturato questo film come se fosse un dialogo con lo spettatore, in una serie di nove racconti che seguono le sezioni della mostra nella Galleria Borghese. Il grande artista italiano così è raccontato a chi è in sala, che si lascia ammaliare dal suo talento. Il tutto con Roma di sottofondo, la città che ha ispirato Bernini per tutta la sua vita.

Bernini sarà nelle sale il 12, 13 e 14 novembre, per un evento esclusivo da non perdere.

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