Berlinale 70: premiati Elio Germano e i D’Innocenzo, Orso d’oro all’iraniano Rasoulof

Berlinale 70 - i vincitori

Al 70° Festival di Berlino doppio premio per l’Italia con il miglior attore Elio Germano e la miglior sceneggiatura ai fratelli D’Innocenzo. Orso d’oro all’iraniano There Is No Evil del regista Rasoulof, ostaggio del regime islamico

Grande risultato per il cinema italiano al 70° Festival di Berlino. Esattamente come a Cannes due anni fa, l’Italia porta a casa i premi per il miglior attore e quello per la miglior sceneggiatura, assegnati dalla Giuria presieduta da Jeremy Irons e della quale faceva parte anche Luca Marinelli.

Berlinale 70 - Luca Marinelli
Berlinale 70 – Luca Marinelli

Elio Germano si aggiudica l’Orso d’argento per la sua interpretazione del pittore Antonio Ligabue nel film Volevo nascondermi (leggi la nostra recensione) di Giorgio Diritti. Era da oltre 30 anni che un attore italiano non veniva premiato a Berlino, e in totale solo tre erano riusciti prima nell’impresa: Alberto Sordi nel 1972, Michele Placido nel 1979 e Gian Maria Volonté nel 1987. Germano oltre ai ringraziamenti di rito ha fatto una dedica molto particolare «Volevo ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a questo film, che è stato molto faticoso… Quindi tutte le persone coinvolte in questo lavoro, da Giorgio Diritti ai produttori e ai volontari, che ci hanno aiutato molto. Lo voglio dedicare, questo premio, a tutti gli storti, tutti gli sbagliati, tutti gli emarginati, tutti i fuori casta e ad Antonio Ligabue e alla grande lezione che ci ha dato, che è ancora con noi, che quello che facciamo in vita rimane. Lui diceva sempre “Un giorno faranno un film su di me” ed eccoci qui!».

Berlinale 70 - Elio Germano premiato
Berlinale 70 – Elio Germano

I fratelli Damiano e Fabio D’Innocenzo ricevono invece l’Orso d’argento per la sceneggiatura della loro favola dark di periferia Favolacce, interpretato proprio da Elio Germano e da Barbara Chichiarelli. Per il secondo anno consecutivo un film italiano si aggiudica questo premio, vinto nella scorsa edizione da La paranza dei bambini. I fratelli romani hanno specificato: «Abbiamo scritto questa sceneggiatura anni fa, quando eravamo molto più giovani» ringraziando poi tutti, dalla Berlinale alla Giuria, dai selezionatori fino a Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano, protagonisti del loro film d’esordio La terra dell’abbastanza, da Nicola Maccanico alla distribuzione e «l’intero cast del film ed in particolare i bambini che ci hanno permesso di lavorare e crescere con loro. Dedichiamo questo premio alle nostre famiglie e a mio fratello. Ti voglio bene».

Berlinale 70 - Fabio e Damiano D'Innocenzo
Berlinale 70 – Fabio e Damiano D’Innocenzo

L’Orso d’oro per il miglior film è andato invece, tra lacrime, commozione ed accuse, all’iraniano There Is No Evil di Mohammad Rasoulof, composto da quattro storie e pesante critica al regime iraniano. Non a caso Rasoulof non ha potuto ritirare il premio in quanto sotto processo in patria con accuse di propaganda contro il sistema e con il divieto di lasciare il paese.

Berlinale 70 - Orso d'oro a There Is No Evil
Berlinale 70 – Orso d’oro a There Is No Evil

Il Gran Premio della Giuria è andato al road movie americano Never Rarely Sometimes Always di Eliza Hittman. Orso d’argento per la miglior regia al sudcoreano Hong Sangsoo per The Woman Who Ran.

Berlinale 70 - Eliza Hittman
Berlinale 70 – Eliza Hittman

La miglior attrice è invece la tedesca Paula Beer per Undine. Premio per il contributo artistico a Jürgen Jürges per la fotografia di DAU. Natasha. Infine Orso d’argento della 70ª Berlinale a Delete History di Benoît Delépine e Gustave Kervern.

Berlinale 70 - Paula Beer
Berlinale 70 – Paula Beer

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