Ecco cosa hanno raccontato le Bambole di Pezza in vista del loro debutto in gara al Festival di Sanremo 2026
Le Bambole di Pezza sono pronte per fare il proprio esordio in gara al Festival di Sanremo 2026 con Resta con me e nell’incontro con la stampa a cui abbiamo presso parte, raccontano il suo significato: «Il brano parla dell’invito a restare insieme nei momenti difficili. Siamo l’unico gruppo in gara, la canzone racchiude il sentimento di sorellanza e speriamo sia da esempio per chi sta lottando per portare a compimento un progetto, siamo orgogliose di essere la prima girl band sul palco dell’Ariston. È un pezzo che riassume il nostro percorso e la parole chiave è unione, ci vuole coraggio a stare insieme in questo periodo storico, è anche un messaggio politico come impegno nel combattere le crisi e l’odio facendo sentire la propria voce, non disumanizzando l’altro.»
Anni di gavetta e una canzone in cui emergerà la loro forza live: «Quando l’abbiamo registrata ci ha trasmesso una forte emozione e abbiamo pensato che fosse il pezzo giusto per quel palco, ci saranno chitarre distorte e vi sfido a non definirlo rock. Abbiamo apertamente dichiarato che era un nostro desiderio arrivare al Festival due anni fa, volevamo arrivarci dopo una crescita e una gavetta da indipendenti, sono stati fatti i passi necessari e giusti.»
Durante la serata delle cover canteranno Occhi di gatto insieme a Cristina D’Avena: «Si è dimostrata subito disponibile, ci ha invitato a fare il pezzo ancora più rock, sarà un arrangiamento fatto a nostro modo e con una sorpresa ulteriore che non vi sveliamo. Il cartone animato parla di tre sorelle audaci, il loro modo di porsi ci rappresenta molto. I ricordi dell’infanzia ci riguardano tutti, sarà un’altra sfumatura, più leggera, che mostreremo rispetto alla ballad impegnata che portiamo in gara.»
Il loro approccio al Festival sarà il seguente: «Siamo grate di potere parlare di temi importanti come la parità di genere a un pubblico vasto. Siamo cinque personalità diverse ma trasmetteremo la nostra unione anche con la moda. Partecipiamo come outsider e cercheremo di sorprendere anche a livello di immagine. Dopo tante porte chiuse in faccia, abbiamo ricominciato da zero più volte e i sogni ci hanno alimentato.»
Come è nato il progetto e il nome d’arte: «La bambola di pezza è un oggetto artigianale, cucito a mano e con scarti che hanno una seconda vita, rappresenta un ricordo felice di quando si è piccole. Le Riot Grrl ci hanno ispirato, la loro missione non era diventare famose ma veicolare un messaggio con la loro musica grunge, sono donne emancipate e vigorose. La rivalità femminile è un luogo comune che contestiamo, il valore della sorellanza esiste e va coltivato. Il mondo esterno ci mette spesso in competizione, sta alla nostra forza interiore andare oltre, dialoghiamo molto e questo ci aiuta.»

























