Babyteeth, recensione: una storia d’amore che piace senza compiacere

Babyteeth - Eliza Scanlen
Babyteeth - Eliza Scanlen

La nostra recensione di Babyteeth, una storia intensa che parla d’amore nel senso più ampio del termine e che riesce a piacere senza preoccuparsi di compiacere

Solo il meglio per Milla

Milla Finlay (Eliza Scanlen) è un’adolescente di Sydney, gravemente malata. Un giorno si innamora follemente di Moses (Toby Wallace), un ragazzo più grande con problemi di droga, incontrato casualmente al Binario 4 della stazione centrale. Inizialmente riluttanti e spaventati, gli apprensivi genitori di Milla, Henry (Ben Mendelsohn) e Anna (Essie Davis), accettano Moses nella loro famiglia. I guai cominciano quando tutti si accorgono che il ragazzo sta attingendo ai medicinali di casa per assecondare le sue dipendenze. Sia Milla che i suoi genitori arrivano tuttavia ad assecondarne i bisogni, pur di vedere felice la ragazza in quelle che potrebbero essere le ultime settimane della sua vita.

Intreccio dei personaggi

Difficile parlare di personaggi principali e secondari quando si ha a che fare con un film particolare come Babyteeth. Chiunque irrompa sulla scena offre infatti la propria vita in maniera diretta e trasparente, creando un interessantissimo intreccio. Ciò che colpisce è la vicendevole contaminazione che permette ai personaggi di fondersi e di fornire così un toccante sguardo sulla vita. Non si tratta, tra l’altro, di una visione idealizzata. Al contrario, essa appare più cruda che mai e risulta interessante proprio perché non si sforza minimamente di compiacere né si preoccupa di “cosa penserà la gente”.

Babyteeth - Toby Wallace ed Eliza Scanlen
Babyteeth – Toby Wallace ed Eliza Scanlen

Vari tipi di amore

Molti i valori in gioco: vita, morte, amore, famiglia, desiderio, fato, in un continuum che va apprezzato proprio per la sua capacità di mostrare uno spaccato umano così difficile da accettare. A che punto ci si può spingere per amore? E come possono collaborare l’amore carnale con l’amore genitori-figli? Porsi queste domande in un contesto fatto di dolore, periferia e disordine familiare rappresenta una sfida ambiziosa per la pellicola, che riesce a mostrare le proprie (molteplici) risposte attraverso un lavoro 100% femminile: la brillante regia di Shannon Murphy e l’ambiziosa sceneggiatura di Rita Kalnejais.

Non un semplice teen movie

La Murphy ha dichiarato più volte di essersi sentita profondamente toccata dalla scrittura della Kalnejais, capace di andare oltre il teen movie e oltre un mero racconto sul cancro. Il loro lavoro di squadra ha permesso a Babyteeth di affrontare queste due macroaree attraverso molteplici punti di vista – in particolar modo quello di Milla e quello dei suoi genitori, completamente diversi l’uno dall’altro – e di ricorrere ad un’estetica che colpisce l’attenzione. Basti pensare ai movimenti della camera, i quali si preoccupano dello stato emotivo dei personaggi più che della realtà materiale dei fatti.

Babyteeth - Ben Mendelsohn ed Essie Davis
Babyteeth – Ben Mendelsohn ed Essie Davis

Luce e musica

A ciò si aggiunge un utilizzo mirato della luce: più artificiale su Henry ed Anna, più brillante su Milla. Il tutto unito dal fil rouge della musica: Milla ha preso lezioni di pianoforte per buona parte della sua vita e la madre ritiene che potrebbe essere un mezzo per affrontare ciò che sta per accadere. La musica potrebbe aiutare la ragazza e, aggiungiamo, si offre anche a sostegno dello spettatore. Questo deve approcciarsi con curiosità alla visione del film, che va oltre i normali parametri cinematografici offrendo un prodotto ispirato nella sua brutalità.

Babyteeth – Tutti i colori di Milla, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia 2019, è distribuito in Italia da Movies Inspired a partire dal 13 maggio. Nel cast anche Emily Barclay ed Eugene Gilfedder.

VOTO:
 3 stelle e mezza

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