Antonio Pisu, intervista: «Andare Oltre al confine oggi sembra un’utopia»

Pisu
Antonio Pisu

Tra i registi e attori italiani più apprezzati, Antonio Pisu ha intrapreso il suo percorso cantautorale con il primo singolo dal titolo Oltre il confine, ecco cosa ci ha raccontato

L’attore e regista Antonio Pisu debutta come cantautore e lo fa subito con un brano potente, toccante e purtroppo attuale dal titolo Oltre il confineLa guerra è raccontata attraverso gli occhi di un bambino costretto a impugnare il fucile, abbandonare la famiglia e lasciare alle spalle una vita e un passato che non torneranno mai più. Un viaggio oltre e lungo il confine, senza sapere cosa ci aspetta al di là, una linea da attraversare per cercare di mettersi nei panni degli altri e capire il loro punto di vista. Proprio un giovane ragazzo a portare la croce e guidare un popolo che non ha voce e che è vittima di chi parla tanto senza trovare delle soluzioni concrete.

Pisu tocca corde elevate di sensibilità e ci mette di fronte alle nostre responsabilità, senza limitarsi all’attuale conflitto tra Ucraina e Russia ma con la volontà di fare una descrizione più generale della guerra che fa parte della storia dell’uomo da sempre. A rendere il tutto più potente è il vestito musicale che ha saputo cucire sul brano il produttore MARKA con un crescendo costante che culmina con un assolo e si arresta nel messaggio di speranza finale.

Con questo esordio Antonio si inserisce nel solco della tradizione della musica d’autore italiana con un progetto in continuità con il suo percorso attoriale, mettendo al centro l’importanza di raccontare storie in grado di colpire l’ascoltatore suscitando in lui emozioni e spunti di riflessione.

Intervista

Ciao Antonio, ci racconti meglio come è nata l’idea di intraprendere un percorso cantautorale?

Io da sempre suono e canto ma solo in camera mia. Ogni tanto mi capita di farlo negli spettacoli e da qui è nato tutto. Un giorno Claudio Stefani di Vertical music ha visto un mio spettacolo dove cantavo e suonavo e mi ha proposto una collaborazione.

Sei figlio d’arte, questa cosa è stata per te più un peso o un aiuto?

Onestamente nessuna. Sono cresciuto sempre in un’ambiente artistico e mi ci sento a casa. Non potrei fare altro. Inoltre quando ho iniziato a lavorare mio padre non era più famoso come un tempo quindi non mi si è aperta nessuna porta. L’aiuto che ho ricevuto da lui è stato l’essere introdotto nell’ambiente teatrale che mi ha insegnato ad amare.

Hai fondato la Genoma Films che è diventata una realtà importante del cinema italiano, come è nato il progetto?

L’idea nasce da mio fratello Paolo Rossi Pisu. È un uomo pieno di energia e forza vitale. Diciamo che io mi dedico più alla parte artistica, è lui che ha le capacità imprenditoriali.

Oltre il confine sembra avere delle analogie con il tuo ultimo film Est. Concordi? Quale pensi sia l’ingrediente per andare oltre a certi confini mentali di cui parli nella canzone?

Sì, concordo ma giuro che è casuale. Forse è qualcosa che ho dentro io…non lo so. Andare oltre al confine al momento sembra un’utopia. Possiamo farlo singolarmente, nel quotidiano ma basta vedere la situazione in cui ci troviamo per perdere la speranza.

Questo bambino che si fa portavoce di un popolo ricorda il quadro di Delacroix La libertà che guida il popolo, ma perché proprio un bambino?

Per me è lo sguardo migliore per vedere in maniera pura, distaccata e senza preconcetti quello che ci accade intorno.

Stai lavorando a un nuovo film, cosa ci anticipi?

È tratto dall’omonimo romanzo finalista del premio strega Nina dei Lupi. Inizio le riprese a ottobre.

Che tipo di spettacolo vorresti proporre legato alla tua musica?

Qui mi servi su un piatto d’argento la risposta. Il 9 luglio a Bologna farò uno spettacolo legato alle canzoni che ho scritto più ovviamente qualche cover. Se vi va vi aspetto.

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