RomaFF13, American Animals, recensione: una storia da raccontare?

American Animals recensione

American Animals racconta la storia di una rapina tentata da quattro ragazzi poco più che adolescenti: scritto e diretto da Bart Layton, la pellicola attinge (e prende il meglio) sia dal film che dal documentario.

Una rapina sensazionale

American Animals ci tiene a precisare un particolare sin dalle sue prime didascalie: non è ispirata ad una storia vera… è una storia vera. In effetti il film racconta una rapina avvenuta alla Transylvania University di Lexington nel 2004 per mano di quattro ragazzi giovani e inesperti. I protagonisti del fatto sono Warren Lipka, Spencer Reinhard, Chas Allen ed Eric Borsuk, interpretati da Evan Peters, Barry Keoghan, Blake Jenner e Jared Abrahamson. Quei ragazzi volevano cambiare le proprie vite e hanno deciso di tentare il colpo grosso: rubare alcuni libri antichi e di grande valore dalla biblioteca. Ma il compito si rivela ben presto più proibitivo di quanto avevano preventivato e per loro il lieto fine apparirà sempre più impensabile.

A metà tra film e documentario

I veri Warren, Spencer, Chas ed Eric compaiono nel film per raccontare la loro versione dei fatti. La vicenda viene così inquadrata da un punto di vista molto più personale. La presenza dei ragazzi, delle loro famiglie e della bibliotecaria Betty Jean Gooch (interpretata da Ann Dowd) avvicinano il film al genere del documentario, rendendolo emotivamente più coinvolgente. I protagonisti ci mettono la faccia per raccontare i mesi che hanno preceduto e che hanno seguito la rapina, permettendo così di entrare all’interno delle loro dinamiche e di comprendere i motivi di ogni singolo gesto. Una scelta coraggiosa, che permette ad American Animals di prendere il meglio sia da un genere che dall’altro.

American Animals: il banner del film
I quattro protagonisti nel banner del film

Cast di giovani

Evan Peters, Barry Keoghan, Blake Jenner e Jared Abrahamson sono giovani interpreti che si affacciano al panorama cinematografico inglese in modo capace e lodevole. La bravura sta nel creare un ‘doppio’ insieme al loro corrispettivo reale, dando così la possibilità allo spettatore di arrivare alle sue conclusioni da due strade diverse. Interessante anche la parte progettuale. L’acerba banda di ladri compie un approfondito lavoro di ricerca e proprio quella fase progettuale risulta essere la più completa: ci sono idee, ci sono tentativi, ci sono scambi tra i membri della banda. In quei momenti sembrano invincibili ma, soprattutto, riescono a insinuare un dubbio: magari esiste davvero qualche possibilità di successo, nonostante tutto.

Una storia davvero da raccontare?

L’unica perplessità legata ad American Animals è la reale necessità di dedicare una pellicola ad una storia di questo genere. La rapina tentata dai quattro ragazzi non nasce da un desiderio di rivalsa, da una necessità profonda, da un’amicizia radicata. Il loro, come precisato dalla vera bibliotecaria, è solo egoismo: vogliono cambiare le proprie vite ma senza compiere alcun sacrificio. Non pensano a quanto male faranno né alle possibili ripercussioni, agiscono dando ascolto solamente agli impulsi più superficiali. Il piano per rubare quei libri in fondo fa acqua da tutte le parti e lo spettatore capisce ben presto che il fallimento è in agguato. Alla luce di tutto ciò, facile comprendere perché parte del fascino si dissolva già in partenza: la rapina di Warren, Spencer, Chas ed Eric è davvero così meritevole di attenzioni? La riflessione appare più che legittima.

American Animals, presentato alla 13ª Festa del Cinema di Roma, esce nelle sale italiane distribuito da Teodora Film.

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