Aggiungi un posto a tavola, la recensione della nuova edizione del musical

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Aggiungi un posto a tavola, lo storico musical di Garinei e Giovannini, è in scena al Brancaccio con una nuova edizione diretta e interpretata da Gianluca Guidi con la partecipazione del grande Enzo Garinei.

La Stagione 2017/18 del Teatro Brancaccio di Roma, che festeggia i suoi 80 anni, ha preso il via con la nuova edizione del celebre musical Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini (scritto con Jaja Fiastri), storico successo del Sistina che sbarca per la prima volta nel teatro diretto da Alessandro Longobardi. Protagonista ancora una volta Gianluca Guidi che, oltre a vestire i panni di Don Silvestro, cura anche la messa in scena dello spettacolo.

Don Silvestro, Dio e il secondo diluvio

La ben nota trama, liberamente ispirata a After me the deluge di David Forrest, vede il parroco di un paesino di montagna, Don Silvestro (Gianluca Guidi), ricevere una telefonata inattesa: è nientemeno che Dio (Enzo Garinei) a chiamarlo per affidargli un importante incarico, la costruzione di una nuova arca con la quale salvare se stesso e i concittadini da un imminente secondo diluvio universale. Aiutato dai compaesani e dalla giovane figlia del sindaco, Clementina (Beatrice Arnera), follemente innamorata di lui, Don Silvestro inizierà non senza problemi la sua missione. Ad ostacolarlo ci sarà prima l’avidità del sindaco Crispino (Marco Simeoli) e poi l’arrivo della prostituta Consolazione (Emy Bergamo), che manderà in subbuglio gli ormoni dei paesani, tra cui il simpatico burinotto Toto (Piero Di Blasio). E così, tra le telefonata di Dio e la sparizione di Crispino, cercato dalla figlia e dalla moglie Ortensia (Francesca Nunzi), i lavori per la costruzione dell’arca proseguono, mentre il giorno del diluvio si avvicina, anche se qualcuno dubita che ci sarà realmente…

Un ritorno alle origini, con Gino Landi e collaboratori doc

Sono passati 43 anni dalla prima rappresentazione di Aggiungi un posto a tavola, che vedeva protagonisti Johnny Dorelli, Daniela Goggi, Paolo Panelli, Bice Valori e la voce di Renato Turi. Al timone Garinei e Giovannini, le musiche affidate al grande maestro Armando Trovajoli, le coreografie di Gino Landi e le scene e i costumi di Giulio Coltellacci. Per questa settima edizione si è cercato di omaggiare il più possibile la versione originale, in un sapiente mix che recupera alcuni elementi della terza, quella del 1990 con Dorelli, Alida Chelli e Adriano Pappalardo. Non a caso Gianluca Guidi ha curato la sua messa in scena basandosi sulla regia originale di Garinei e Giovanni, avvalendosi ancora dell’ottantaquattrenne Gino Landi (assistito da Cristina Arrò) per le coreografie, del direttore musicale Maurizio Abeni (già assistente di Trovajoli) che dirige l’orchestra dal vivo, dello scenografo Gabriele Moreschi (che ha creato il doppio girevole e la grande arca adattando il progetto originale di Coltellacci) e della costumista Francesca Grossi (che ha ripreso i disegni originali dei raffinati costumi, sempre di Coltellacci). La scena è stata realizzata dalla scenotecnica di Mario Amodio che fu il costruttore nella prima edizione. La partecipazione di queste “eccellenze”, coadiuvate dalla moderna tecnologia video (che con le luci di Umile Vainieri regala, ad esempio, un notevole e credibile diluvio) rende il livello qualitativo molto alto, confermando come il musical italiano riesca in questi ultimi anni a raggiungere degli standard elevatissimi, come in altri spettacoli della Viola Produzioni quali Rapunzel, Sister Act o La Regina di ghiaccio.

Gianluca Guidi come papà Dorelli

Ben 17 gli artisti sul palco, con i protagonisti accompagnati da cantanti e ballerini di primo livello. Protagonista nei panni di Don Silvestro, come nella quinta edizione 2009-2011, ritroviamo Gianluca Guidi, figlio di Johnny Dorelli. Più che la somiglianza fisica, è l’interpretazione a ricordare molto da vicino quella di papà Johnny, con voce, tonalità e cadenza decisamente simili, anche se dal ritmo più serrato, per via della lunga durata dello spettacolo. D’altronde tra padri e figli attori è inevitabile il confronto e spesso la somiglianza recitativa (basti pensare ai Gassman), quindi anche per Guidi sarebbe stato strano il contrario. In ogni caso ottima performance e ottima tenuta, visti gli innumerevoli momenti di canto e (soprattutto) di ballo.

L’ottimo cast e il grande Enzo Garinei

Clementina è la giovanissima Beatrice Arnera, che ha sicuramente una voce fresca, ma che forse paga un po’ lo scotto in mezzo a tanti altri attori più navigati. Chi invece va a briglia sciolta è sicuramente Emy Bergamo nei panni della trascinante Consolazione: per lei terza commedia di Garinei e Giovannini dopo i ruoli di Rosetta in Rugantino e Adelina in Se il tempo fosse un gambero (un record). Simpatici il giovane sempliciotto burino Toto di Piero Di Blasio, il sindaco Crispino di Marco Simeoli e sua moglie Ortensia, interpretata da Francesca Nunzi. E poi c’è lui, Enzo Garinei, monumento del teatro italiano e sindaco delle due precedenti edizioni, riconvertito a voce di Dio alla veneranda età di 91 anni. Un Dio meno austero rispetto alla versione originale e più bonariamente giocoso, e un Enzo Garinei che a fine spettacolo appare sulla balconata a sinistra del palco per ricevere a sua volta i meritati applausi del pubblico.

I brani immortali di Aggiungi un posto a tavola

Un ottimo cast ed un’importante produzione per uno dei classici intramontabili del musical italiano, condito dagli storici brani che tutti gli agée (e non solo) sicuramente ricordano: Aggiungi un posto a tavola, Peccato che sia peccato, Concerto per prete e campaneUna formica è solo una formica, Notte per non dormire, La ballata di San Crispino, tutti rigorosamente eseguiti dal vivo. E alla fine, immancabilmente, anche voi vi ritroverete a cantare “Aggiungi un posto a tavola.. che c’è un amico in più.. se sposti un po’ la seggiola.. starai più comodo tu..” mentre la colomba bianca, simbolo di pace, si posa sulla sedia destinata a Dio.

Aggiungi un posto a tavola di Garinei e Giovannini con la ripresa teatrale di Gianluca Guidi sarà in scena al Teatro Brancaccio di Roma fino al 26 novembre.

Voto

 

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