Addio ad Albert Uderzo: il papà di Asterix muore a 92 anni

Addio ad Albert Uderzo: il papà di Asterix muore a 92 anni

Ultimo saluto ad Albert Uderzo, creatore del celebre personaggio di Asterix: il disegnatore è morto nel sonno a 92 anni, stroncato da un infarto.

Albert Uderzo, creatore e storico disegnatore di Asterix, è morto in Francia, per la precisione a Neuilly, all’età di 92 anni. A stroncarlo è stata una crisi cardiaca sopraggiunta nel sonno. La famiglia ha voluto precisare che il decesso “non è correlato al Coronavirus. Era molto stanco da diverse settimane”. Il suo compagno storico René Goscinny, con il quale aveva diviso tavole da disegno e celebrità, era già scomparso nel 1977. Asterix però non si era fermato, nonostante Uderzo fosse andato in pensione già da un po’. Il disegnatore infatti aveva continuato a supervisionare gli albi della saga fino all’ultimo, il 38º uscito nell’autunno 2019, dal titolo Asterix e la figlia di Vercingetorige.

Il debutto di Asterix avvenne il 29 ottobre 1959 con il primo numero di "Pilote", edita dalla Societé Nouvelle du Journal Pilote
Il debutto di Asterix avvenne il 29 ottobre 1959 con il primo numero di “Pilote”, edita dalla Societé Nouvelle du Journal Pilote

Asterix e Obelix: dalla nascita al successo mondiale

Tanto Uderzo quanto Goscinny lavorarono al personaggio e ne definirono le caratteristiche. Goscinny ebbe l’idea di rendere Asterix una specie di antieroe, un piccolo ometto senza muscoli che diventa potentissimo grazie alla bevanda magica del druido Panoramix. A Uderzo va invece il merito di aver insistito per dargli una spalla, Obelix, dal fisico possente e dalla forza sovrumana (da piccolo cadde nel paiolo della bevanda, così in lui i poteri sono permanenti).

Il successo di Asterix ha oltrepassato i confini francesi per arrivare in tutto il mondo: 350 milioni di copie vendute, 9 film d’animazione (tra cui il più recente Asterix e il segreto della pozione magica) e 4 con attori in carne ed ossa. Le sue vicende sono state tradotte in 110 lingue. Un vero record. A decretarne il successo furono il suo particolare umorismo fatto di giochi di parole e acronimi (celebre il tormentone di Obelix “S.P.Q.R.”, tradotto in italiano come Sono Pazzi Questi Romani”) ma anche la capacità di affrontare temi d’attualità parlando ad una platea eterogenea fatta di adulti e bambini.

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