Addio all’attrice Bibi Andersson, musa di Ingmar Bergman

Bibi Andersson

Bibi Andersson, l’attrice icona del cinema svedese, è morta domenica 14 aprile all’età di 83 anni. Malata da molto tempo, la Andersson è stata la musa ispiratrice del fantastico Ingmar Bergman.

Bibi Andersson, all’anagrafe Berit Elizabeth Andersson, si è spenta domenica 14 aprile all’età di 83 anni. Il suo volto, esattamente come la sua voce ed il suo nome, non sono mai passati inosservati e resteranno il maggior segno distintivo di quella fetta di cinema mondiale che è il cinema svedese. La Andersson, infatti, coi suo capelli biondi, la sua bellezza naturale e la sua bravura innata, rimarrà per sempre icona di quel cinema che l’aveva portata al successo già verso la fine degli anni ’50 e che l’aveva fatta conoscere al mondo per le sue doti recitative.

Nata l’11 settembre 1935 a Kungsholmen, un quartiere di Stoccolma, e diplomata all’Accademia del Teatro Drammatico Nazionale, Bibi Andersson venne fin da subito scoperta dal regista di fama mondiale Ingmar Bergman, colui che fin dai primi passi dell’attrice la volle al suo fianco e le riconobbe un talento ed una unicità che l’avrebbero resa nota al grande pubblico. Proprio per questo motivo, la Andersson prese parte a quasi tutti i film diretti da Bergman: Il settimo sigillo, Il posto delle fragole, Persona o Scene da un matrimonio, solo per citarne alcuni.

Un frame dell'attrice Bibi Andersson
Un frame dell’attrice Bibi Andersson

Una carriera fatta di cinema ma anche di tanto teatro quella che segnò la vita dell’attrice. Che fosse davanti ad una cinepresa o su un palcoscenico, la Andersson aveva la grazia e l’eleganza di una donna matura, ma un viso dolce e delicato che ricordava quello di una fanciulla. Forse, anche grazie a quegli occhi sempre un po’ malinconici, Bergman decise di tenerla sempre al suo fianco, e proprio a causa di tale vicinanza, nel 1976 Bibi Andersson si ritrovò insieme al regista al centro di un’accusa per evasione fiscale ai danni del Teatro reale, accusa da cui, fortunatamente, uscì indenne.

Nel 2009 l’attrice svedese venne gravemente colpita da un ictus che le impedì l’uso della parola. Da quel momento la Andersson non si riprese più del tutto, ma riuscì comunque a vivere per diversi anni, fino a domenica 14 aprile, giorno in cui ha esalato l’ultimo respiro.

Al ricordo dell’attrice sono legate numerose pellicole, tra cui Sorrisi di una notte d’estate (1955), Il settimo sigillo (1957), Il posto delle fragole (1957), Alle soglie della vita (1958), Il volto (1958), L’occhio del diavolo (1960), Persona (1966), Scusi, lei è favorevole o contrario? (per la regia di Alberto Sordi nel 1966) e i più recenti Racconti da Stoccolma (2006) e Arn – L’ultimo cavaliere (2007).

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