A Thousand and One, recensione: l’Odissea di una madre e un figlio attraversa due decenni

A Thousand and One - William Catlett e Teyana Taylor (foto Lucky Red)
A Thousand and One - William Catlett e Teyana Taylor (foto Lucky Red)

La recensione di A Thousand and One, film di esordio della regista A.V. Rockwell a metà tra realismo sporco e film di redenzione in cui, però, sono le colpe a smuovere il mondo di una bravissima Teyana Taylor

Dalle strade di Brooklyn ai cinema italiani, passando per l’immancabile Sundance Film Festival, ormai vera e propria fucina del cinema indipendente Made in the Usa arriva A Thousand and One. È l’esordio alla regia della giovane A.V. Rockwell, che si era fatta già notare con un paio di corti distribuiti nei circuiti festivalieri perlopiù americani e che ha scelto di raccontare l’Odissea di una madre e di un figlio a cavallo di un decennio, tra la metà degli anni ’90 e quella degli anni 2000; la brava Teyana Taylor si carica il film sulle spalle e regala un’interpretazione trattenuta ed esplosiva allo stesso tempo, in grado di restituire anche parte dell’atmosfera sociale che animava New York City in quegli anni.

Soli contro il mondo

New York, 1994. Inez (Teyana Taylor) è una donna determinata, impetuosa e dallo spirito libero che vive a Brooklyn e sogna di aprire un salone da parrucchiera. Dopo la nascita ha dovuto dare in affidamento suo figlio Terry (William Catlett/Aven Courtney) che ora ha sei anni, ma lo va a trovare spesso per sapere come sta e fargli sentire il suo appoggio materno finché un giorno, non potendo più stare lontano da lui, decide di rapirlo. Terry è contento di stare con sua madre e lega subito con Lucky (Aaron Kingsley Adetola), il compagno di Inez e suo padre naturale. Dopo il matrimonio di Inez e Lucky le loro vite cambiano drasticamente, potendo ora contare l’uno sull’altro, e madre e figlio ritrovano il senso di casa e una stabilità. Gli anni passano e Terry diventa un adolescente intelligente e brillante negli studi, con la possibilità di poter frequentare una scuola superiore privata e prestigiosa per la gioia di Inez, che sogna per lui un avvenire sereno e lontano dalla strada. All’origine della loro travagliata storia famigliare c’è però un segreto terribile, che dopo molti anni sta per venire di nuovo alla luce rischiando di distruggere tutto.

A Thousand and One - William Catlett e Aaron Kingsley Adetola (foto Lucky Red)
A Thousand and One – William Catlett e Aaron Kingsley Adetola (foto Lucky Red)

Raccontare New York

Non sono molti i film in grado di raccontare l’anima più profonda e viscerale di una città come New York senza renderla patinata, senza cadere o nello stereotipo da cartolina brillantante o in quello super ruvido e grezzo da gangster movie. Tra la rappresentazione di rooftop e strade di lusso e quella di sparatorie in vicoli e case dissestate c’è un intero universo di mezzo, un universo fatto di varie sfumature ed umanità che l’esordiente A.V. Rockwell tenta di disegnare in tutte le sue sfaccettature. La New York raccontata in A Thousand and One è una metropoli che cambia constantemente, che evolve e involve al pari di coloro che la abitano, che affronta l’era di Giuliani e poi quella di Bloomberg, il nuovo millennio che avanza, lo spettro dell’11 settembre (mai però mostrato nonostante parte del film sia ambientata nel 2001) e quello di una recessione che sta per esplodere. Inez e suo figlio Terry si muovono perciò in un sottomondo violento e disilluso, in cui il marciume dai marciapiedi trasuda nelle strade, in cui ogni speranza di futuro deve confrontarsi con un presente senz’anima e senza identità; in questo senso A Thousand and One lavora benissimo con l’arena e dà forma e senso al contesto, riesce a rappresentare un mondo credibile e mai sopra o sotto le righe, un mondo che respira, parla e si anima di una vitalità sempre in potenza anche quando messo sotto attacco da nemici esterni o interni. Una città vittima delle logiche speculative che ne hanno modificato le strade, gli edifici, le persone e quindi l’identità stessa, un’identità e un’anima che è necessario incastonare in un’inquadratura prima che sia troppo tardi.

A Thousand and One - Teyana Taylor e William Catlett (foto Lucky Red)
A Thousand and One – Teyana Taylor e William Catlett (foto Lucky Red)

Una madre e un figlio

Quello che però A Thousand and One non dimentica mai di essere è la storia di sopravvivenza che si dipana tra le sue pieghe, una sopravvivenza di madre e figlio destinati a dividersi, a ritrovarsi, a stare assieme e poi a lasciarsi di nuovo. La loro storia, la storia di A Thousand and One però si colora anche di una rivelazione finale, un sussulto che arriva nel terzo atto e che purtroppo non ha sufficiente ossigeno per deflagrare in tutta la sua potenza. Un colpo ben assestato che cambia il paradigma su cui il film si è mosso fino a quel momento, invertendo i ruoli fino quasi a rovesciarli del tutto e portando la storia e le relazioni tra i tre personaggi fondamentali su nuovi binari purtroppo inesplorati. Perché fino a quel momento A Thousand and One procede per sottrazione, punta al realismo estremo e lavora di compasso, forse anche troppo. Ed è un peccato che quel cambio di prospettiva giunga ormai quasi a cose fatte, perché avrebbe portato linfa vitale ad un film che non era certamente privo neanche prima, ma che sembrava voler ricalcare l’immaginario comune di una relazione tra madre e figlio fatto di lotte, di fughe, di sogni irrealizzabili e di speranze disilluse. Un rapporto, quello tra Inez e Terry, bellissimo e struggente ma non ancora sufficientemente sorprendente, finché la vita non si è messa in mezzo con la verità.

A Thousand and One - Teyana Taylor (foto Lucky Red)
A Thousand and One – Teyana Taylor (foto Lucky Red)

La giusta intensità

Il cuore emotivo e tematico di A Thousand and One batte allora per la Inez di una bravissima Teyana Taylor, attrice di poche parole, instintiva, feroce e magnetica come il suo personaggio, come la sua città. La regista A.V. Rockwell la mette al centro dell’inquadratura che non abbandona quasi mai, e nonostante William Catlett/Aven Courtney e Aaron Kingsley Adetola siano sempre a fuoco nei ruoli rispettivi di Terry e Lucky è evidente come tutta la pellicola sia costruita intorno ad Inez. Lei è l’anima infuocata, appassionata ma anche fragile di un mondo che sta per esplodere collassando su sé stesso, di una vita piena di rinunce e sacrifici spazzati via da un errore imperdonabile e di un rapporto, quello con suo figlio Terry, basato sui non detti. Ed è nel suo epilogo che A Thousand and One ci mostra come le tragedie personali siano molto più impattanti di quelle collettive e di come le nostre scelte, che ci piaccia o no, abbiano delle conseguenze molto più significative sugli altri che su noi stessi. Cerchiamo di proteggerli, finiamo per ucciderli.

A Thousand and One. Regia di A.V. Rockwell con Teyana Taylor, William Catlett, Aven Courtney e Aaron Kingsley Adetola, in uscita oggi nelle sale distribuito da Lucky Red.

VOTO:

Tre stelle e mezzo

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