A spasso con Willy, recensione: impresa interstellare da baby esploratori

A spasso con Willy, recensione: un'avventura interstellare per baby esploratori

A spasso con Willy è un’avventura animata ricca di tecnologia, creature curiose e scenari tutti da scoprire: strizzando l’occhio ai personaggi di Star Wars, Wall-E e I Goonies, regala ai bambini un intrattenimento divertente ed educativo.

Willy, tutto solo nello spazio

Willy è un bambino di 10 anni che viaggia nello spazio insieme ai suoi genitori, ai quali è stata affidata una missione. Alcuni asteroidi, pero, distruggono la loro navicella e il piccolo Siri trova tutto solo su un pianeta selvaggio e sconosciuto. Nella speranza di essere ritrovato e di poter riabbracciare i suoi cari, deve imparare a cavarsela e da solo. Ad aiutarlo ci sono solo Buck, un robot di sopravvivenza, e Flash, una creatura aliena con cui fa amicizia. Scoprire il pianeta sarà la sua prima missione da esploratore ma i pericoli non mancheranno e per salvarsi Willy sarà costretto a maturare più in fretta.

Spensieratezza e ottimismo per Eric Tosti

La regia di A spasso con Willy è stata affidata a Eric Tosti (sceneggiatore di Vita da giungla: alla riscossa, serie tv in onda dal 2013 e divenuta lungometraggio nel 2017). Il cineasta hai espresso candidamente il suo desiderio di rifarsi, nell’ideologia, ad alcuni grandi classici degli anni ’80: “Il nostro desiderio è che questo film ricordi lo spirito delle grandi commedie d’avventura della nostra gioventù, come I Goonies o Ritorno al futuro, che portavano con loro quella sensazione di spensieratezza e ottimismo, e sono stati in grado di parlare ad una grandissima fetta di pubblico”, ha dichiarato. L’obiettivo sembra essere centrato, almeno in parte. L’avventura non manca e l’ironia nemmeno. Alcuni personaggi, inoltre, ricordano vere e proprie icone del passato (la somiglianza di Buck con R2D2 della saga di Star Wars abbraccia forma, movente, parlata e animo gentile), suscitando un’inevitabile simpatia.
A spasso con Willy: Willy e Buck fanno la loro conoscenza
Willy e Buck fanno la loro conoscenza

La crescita di Willy 

Willy ha 10 anni e, come ogni adolescente, disubbidisce ai genitori e vorrebbe fare sempre tutto ciò che vuole quando più lo desidera. L’avventura interstellare che si trova ad affrontare lo aiuta a maturare, a crescere, a responsabilizzarsi. “Non posso fare tutto quello che voglio”, afferma ad un certo punto accorgendosi di quanti pericoli ci sono intorno a lui. Formativo anche il rapporto con Buck, che da una sorta di tutore diventa ben presto un amico. “Se staremo insieme niente potrà farci del male”, gli dichiarerà con affetto. Willy cresce nell’atteggiamento, nelle capacità di sopravvivenza, nell’aspetto fisico. Insomma, la sua è certamente un’adolescenza sui generis ma ciò non toglie che essa sia ugualmente complessa e rivoluzionaria. Se in principio era un bambino, alla fine della pellicola si ritrova un giovane esploratore. Ciò che non cambia, però, è l’attaccamento alla famiglia: “Mamma, papà, vi aspetterò tutto il tempo che sarà necessario”, promette.

Musica che accompagna la narrazione

La musica strumentale che accompagna A spasso con Willy – opera di Olivier Cussac – è semplice ma sempre adatta alle atmosfere e agli stati d’animo che si susseguono nella pellicola: i toni sono allegri e dinamici, inoltre accompagnano la narrazione in modo efficace donando un tocco in più alla storia. Anche colori, forme e computer grafica sono pertinenti al tipo di storia cui si sta assistendo. I bambini non potranno che apprezzare il susseguirsi di avventure, scenari fantastici, animali incredibili e colori sgargianti. Per gli adulti sono evidenti i limiti di un simile prodotto, ma l’intrattenimento resta pulito e spensierato al punto giusto.
A spasso con Willy è una produzione francese (il titolo originale è Terra Willy – Planète Inconnue) e arriva nelle sale italiane il 18 aprile 2019 distribuito da Notorious Pictures.
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