La nostra recensione di ‘A muzzarell’, film d’esordio dell’artista visivo Diego Santangelo: un road movie abbastanza atipico, sicuramente a suo modo interessante e coraggioso, ma anche funestato da diversi problemi di messa in scena e scrittura oltre che di identità
Due ragazzini, una maschio e una femmina, e una strada percorrere da Castel Volturno a Bagnoli per consegnare delle mozzarelle ad una nonna morente. Lo spunto di partenza di ‘A muzzarell’ è tanto semplice quanto pieno di potenzialità narrative, ma l’esordiente Diego Santangelo non riesce a maneggiare con il giusto polso né l’aspetto diegetico e tematico e né quello visivo; il risultato è una storia a metà tra fase onirica e realismo spinto, che più che al racconto malavitoso di un Garrone sembra guardare dalle parti di un Korine in salsa neomelodica.

Fatti mandare dalla nonna
Daniele (Daniele Aiello), dodicenne di Castel Volturno, sta per perdere sua nonna che vive a 40 km di distanza, a Bagnoli nei Campi Flegrei, dove esprime la sua ultima volontà: mangiare una mozzarella fatta dal figlio, il padre di Daniele, allevatore di bufale. Il ragazzo decide di accontentare la nonna ed intraprende un viaggio, prima in motorino e poi a piedi, in compagnia della sua cotta, Martina (Martina Varriale). Il viaggio diventa un percorso alla scoperta di se stesso e al tempo stesso una via di fuga dalla realtà.
Alla morsa della droga e dell’emarginazione sociale al clan di spacciatori, di cui rischia di diventare corriere e da cui viene iniziato al precoce uso del crack, si oppongono incontri imprevisti con persone non comuni ed esperienze paranormali, che affiorano con insistenza scatenando in Daniele ricordi di un’età felice dimenticata troppo presto o addirittura mai vissuta. Su tutto aleggia la misteriosa presenza di una donna che appare in diverse vesti ed età e che sembra affiancarlo nel suo viaggio verso la libertà.

L’ambizione c’è…
Parte come un road movie ‘A Muzzarell’ e finisce quasi come un gangster movie, perché nell’esordio cinematografico di Diego Santangelo (dopo una lunga e premiatissima carriera di regista di spot, video promozionali, fotografo di star e tanto altro) ci sono tantissimi riferimenti. Si tiene però abbastanza lontano dalle derive garroniane Santangelo con la sua opera prima, tant’è che questo film piccolo (in budget) sperimenta coi generi, diventa quasi lisergico e ipercinetico nel montaggio e nella fotografia (di pregio) e cerca di approdare in più lidi diversi.
Un film sicuramente ambizioso e per certi versi interessante nel suo sviluppo, oltre che sorprendentemente capace di ritrarre l’arena dell’hinterland napoletano con un’efficacia linguistica e antropologica non così scontate. Nonostante i tanti limiti del film rimane un elemento non da poco che dona sincerità e verità all’operazione, librandosi in un grido di aiuto che vorrebbe denunciare le tante troppe incoerenze di un territorio martoriato dal malaffare e dalla mala politica. Da questo punto di vista ‘A muzzarell’ è perfino encomiabile, tra mostri di cemento che scontornano il Vesuvio, strade polverose che corrono verso il nulla e la sensazione costante di un futuro promesso che non esisterà mai.

… ma non basta
E però è tutto il resto che non funziona proprio. Se sincerità e dedizione nello sguardo non sono da mettere in discussione, la scrittura, la recitazione e il montaggio sembrano invece appartenere ad un mondo plastificato, inerme, ipersaturo e confuso allo stesso tempo. Gli attori in primis non danno certamente il meglio di sé, forse anche per colpa dell’inesperienza, ma anche perché costretti nei ranghi di una sceneggiatura che procede per luoghi comuni, digerendo immaginari già pregressi invece di proporne di nuovi.
Senza considerare lo sviluppo diegetico vero e proprio, inconsistente per non dire inesistente, altrettanto flagellato da qualche discreta idea (la mozzarella come merce di scambio) purtroppo mai sviluppata in toto per una certa pudicizia che stona invece con la confezione ultra-pop in cui neomelodico, disco music e trap si fondono come tappeto musicale. L’impressione è quella di un film che non sa precisamente dove andare, e il montaggio non lo aiuta perché da narrativo diventa quasi parallelo, poi ellittico per poi tornare al punto di partenza. Flash, lampi, giustapposizioni e jump-cut continui contribuiscono alla confusione, sia dello spettatore che di ‘A muzzarell’ stessa.
Nonostante l’interesse e la partecipazione del Ministero della Cultura, ‘A Muzzarell’ rimane un enorme vorrei ma non posso pieno di volontà ma troppo esile nel risultato. C’è però la speranza che da questo passo falso Santangelo abbia la volontà di aggiustare il tiro mantenendo la purezza nel proprio sguardo, magari facendosi coadiuvare da sceneggiatori ben più esperti e da professionisti più navigati della settima arte e del linguaggio cinematografico. Per ora le Mozzarelle stories restano ben altre.
| TITOLO | ‘A Muzzarell’ |
| REGIA | Diego Santangelo |
| ATTORI |
Daniele Aiello, Martina Varriale, Anna Marigliano, Pietro Juliano, Elvira Pinto, Francesco Verde, Annamaria Marigliano |
| USCITA | 15 febbraio 2024 |
| DISTRIBUZIONE | Santangelo Studios |
Due stelle

























