La caduta dell’impero americano, recensione: l’irriverente commedia, in bilico tra satira e dramma

    La caduta dell’impero americano chiude la trilogia di Denys Arcand con una commedia originale piena di riflessioni morali.

    Scherzo del destino

    Pierre-Paul (Alexandre Landry) è il protagonista de La caduta dell’impero americano, ha 36 anni e nonostante un dottorato in filosofia deve lavorare come fattorino per tirar su uno stipendio appena decente. Un giorno, durante una consegna, si ritrova suo malgrado sulla scena di una rapina finita male, che lascia sull’asfalto due morti e altrettanti borsoni pieni di soldi. Cosa fare? Restare a mani vuote o prenderli e scappare? Il dubbio dura una frazione di secondo, giusto il tempo di caricare il malloppo sul furgone. Ma i guai sono appena iniziati: sulle tracce del denaro scomparso, infatti, ci sono due agenti della polizia di Montreal ma soprattutto le gang più pericolose della città. Per uscire da un sogno che rischia di diventare un incubo, Pierre-Paul dovrà fare gioco di squadra con un team di improbabili complici: una escort che cita Racine, un ex galeotto appena uscito di prigione e un avvocato d’affari esperto di paradisi fiscali. Insieme, scopriranno che i soldi non danno la felicità… o forse sì?

    Tra commedia e romanticismo

    La caduta dell’impero americano si avvale della dimensione della commedia e del romanticismo per rivelare i meccanismi sociali, politici e culturali della nostra epoca. Sempre al centro della visione di Arcand, come ne Il declino dell’impero americano 1988, vi è i, disagio dell’uomo moderno di fronte all’incapacità di una realizzazione capace di farlo uscire dal giogo dei poteri forti. Con un’ulteriore passo avanti, Arkand si spinge oltre mostrando un film comico ma allo stesso tempo estremamente attuale, che proprio grazie ad un approccio fresco ed innovativo rende la visione piacevole e accattivante.

    La caduta dell'impero americano - Maripier Morin e Alexandre Landry.
    La caduta dell’impero americano – Maripier Morin e Alexandre Landry.

    Ruoli sociali

    Il film, interpretato da Alexandre Landry, mostra un protagonista inetto, che nonostante abbia trentasei anni e un dottorato in filosofia, non è ancora riuscito a trovare un ruolo sociale adeguato e si accontenta di lavorare come fattorino. Il film si apre non a caso infatti con la conversazione in cui Pierre-Paul, rassegnato di fronte alla mediocrità che domina la civiltà occidentale, espone alla sua fidanzata, la segretaria Linda Demers (Florence Longpré), i motivi per cui persone come loro non avranno mai successo nella vita. Un prologo da cui emerge l’ironia pungente e sempre attuale di Arcand e che richiama alla mente la prima conversazione tra il protagonista e la sua ragazza in The Social Network, con cui presenta evidenti analogie.

    Satira intelligente e dramma originale

    La caduta dell’impero americano è una commedia intelligente che sfrutta il dramma originale per scavare nelle realtà sociali e politiche dell’umanità con una strategia narrativa diversa che sfocia nella risata e fa della satira il suo punto forte, in un contesto politically incorrect metavisuale. In sintesi, la conclusione della trilogia di Arcand mantiene alto il livello a cui ci aveva abituato fino ad ora attraverso riflessioni e una scrittura originale e fresca che lascia intendere nuove possibilità future per un regista che ha molto da dire.

    La caduta dell’impero americano è uscito nelle sale mercoledì 24 aprile 2019 distribuito da Parthénos. Diretto da Denys Arcand con Alexandre Landry, Maxim Roy, Yan England e Rémy Girard.

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