Recensione di 1945: film sulle conseguenze dell’olocausto in Ungheria

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1945 è il nuovo film del regista ungherese Ferenc Török tratto dal racconto Hazatérés (Homecoming) di Gábor T. Szántó. La pellicola racconta gli effetti dell’olocausto nello stato ungherese e sarà presente nelle sale italiane dal 3 maggio.

L’ambientazione

1945, mese di agosto. Il porto giapponese della città di Nagasaki ha appena conosciuto l’orrore della bomba atomica soffrendone gli effetti devastanti nel lancio dell’arma il giorno 9 agosto. L’esito del secondo conflitto mondiale sta volgendo a favore degli alleati che aspettano la resa dell’ultimo baluardo delle potenze dell’Asse, pertanto la collettività umana è pronta a respirare nuovamente quel senso di pace e libertà che manca da molto tempo. La stessa pace e libertà che da molto tempo regna in un piccolo villaggio dell’Ungheria dove, il giorno 12 agosto, inizio della narrazione, l’intera comunità sta allestendo gli ultimi preparativi per le nozze del figlio del vicario Szentes, l’uomo a cui tutti gli abitanti portano il loro rispetto. Un giorno come tutti gli altri, apparentemente, fino a quando la quiete e l’aria del giorno di festa sono sconvolti dall’arrivo alla stazione del paese di due ebrei ortodossi che scaricano due casse di legno come bagagli.

La teoria del tutto torna

Attraverso l’abile gioco del bianco e nero per l’aspetto fotografico, con la sceneggiatura e la direzione di Ferenc Török, 1945 si colloca nell’elenco dei film sull’olocausto, dramma storico, visto però da una diversa prospettiva. Non è infatti la visione di scene esplicite sullo sterminio dell’intera comunità di ebrei a raccontare la drammaticità dell’evento Shoah, come oramai diffuso nel panorama audiovisivo, ma l’arrivo dei due sconosciuti, riconoscibili sia fisicamente, sia nel modo di vestire come ebrei, a portare alla luce i fantasmi del passato. Ciò è confermato anche dalla preoccupazione che pervade lo stato d’animo del vicario prima e del resto degli abitanti poi, la cui collaborazione con il partito delle Croci Frecciate, alleato del Partito Nazista Tedesco, aveva procurato loro vantaggi, ma allo stesso tempo li aveva resi complici dello sterminio sistematico degli ebrei. Questione centrale all’intera pellicola è il continuo tentativo di spiegare l’arrivo di due simili individui: da questo si originano una serie di comportamenti che coinvolgono in particolare la famiglia del vicario.

Sconosciuti
I due ebrei alla fermata della stazione del paese

La resa (sociale) dei conti

Al di là della denuncia nei confronti degli orrori perpetrati da coloro che sono stati riconosciuti come criminali di guerra durante il processo di Norimberga, in 1945 il regista Ferenc Török sembra non volersi limitare ad una pedissequa narrazione dei possibili effetti dell’alleanza tra i cittadini ungheresi e le croci frecciate. L’idea sviluppata conduce lo spettatore ad una riflessione che oltrepassa le considerazioni desumibili dalla visione del film. Così come Bernardo Bertolucci nel suo capolavoro Novecento identifica allegoricamente la morte di Giuseppe Verdi con la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, altrettanto sembra che il regista di 1945 apporti un simile ragionamento, seppur mediante la tecnica che potrebbe essere definita come una “citazione indiretta“. Oltre a dare il titolo al film, il 1945 viene identificato come “l’anno zero” di una comunità demograficamente piccola, adottata come emblema dello stato ungherese. Si distinguono così un “prima” e un “dopo” per raccontare il presente e fare i conti con il proprio passato.

Premi e riconoscimenti 

1945 arriva nelle sale italiane forte delle nomination e dei conseguenti premi ottenuti all’interno di molti festival internazionali. Presentato allo scorso Festival di Berlino 2017 nella sezione Panorama, il film ha ottenuto il Premio Avner Shalev Yad Vashem, miglior rappresentazione artistica dell’Olocausto, allo Jerusalem Film Festival 2017 e il premio come miglior soggetto al Miami Jewish Film FestivalA questi importanti riconoscimenti si aggiungono altre tre menzioni notevoli per il prestigio della produzione e, soprattutto, per l’importanza del contenuto narrativo: miglior regia al Berlin Jewish Film FestivalPrimo Premio della Critica Cinematografica Ungherese 2018; Premio dei Critici e del Pubblico al San Francisco Jewish Film Festival. 

1945 è il nuovo film del regista ungherese Ferenc Török tratto dal racconto Hazatérés (Homecoming) di Gábor T. Szántó. La pellicola è stata prodotta da Katapult Film e sarà disponibile nelle sale dal 3 maggio distribuita da Mariposa Cinematografica e Barz and Hippo.

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