12 Soldiers, recensione dell’insipido war movie con Chris Hemsworth

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12 Soldiers, il war movie con Chris Hemsworth, racconta, senza rischiare, la missione di dodici soldati americani in Afghanistan dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001.

12 Soldiers (12 Strong il titolo originale), tratto da una storia vera, narra la vicenda dei dodici soldati americani della squadra “Alpha 595” offertisi volontari per una missione segreta estremamente rischiosa in Afghanistan, subito dopo l’attacco dell’11 settembre.

Un’alleanza inaspettata

La missione ruota attorno alla collaborazione tra la squadra Alpha e il generale di una milizia Afghana, Dostun (Navid Negahban). Il tutto inevitabilmente si traduce nell’instaurarsi di un rapporto di fiducia tra il capitano Nelson (Chris Hemsworth) e il generale. Questo scambio di punti di vista e culture (belliche) appare a prima vista molto interessante e inaspettato, tuttavia nel progredire degli eventi risulta scialbo e fin troppo semplice nelle dinamiche. Il film ha uno sviluppo lineare, con un primo atto che pone le basi drammatiche per i tre protagonisti, interpretati appunto da Chris Hemsworth e da Michael Shannon e Michael Peña, mostrandoli insieme alle loro famiglie.

12 soldiers frame
Michael Peña (a destra) in una scena del film

Missione rischiosa solo in apparenza

L’approfondimento dei personaggi non è però granché, facendoli risultare nient’altro che dei normalissimi ed anonimi soldati con poco da dire se non qualche classica battuta che ci si aspetta da dei militari. Anche la recitazione è nella norma, senza interpretazioni davvero degne di nota, con anzi, Michael Shannon che sembra qui alquanto sprecato nel ruolo di un semplice soldato senza particolari guizzi. Da un film di guerra con la tendenza ad elevare il soldato americano ad eroe universale – cosa che qui appunto avviene di rado (per fortuna) – più che uno sviluppo approfondito dei personaggi, ci si aspetta un’azione frenetica che lasci sempre con il fiato sospeso. Il ritmo è invece piuttosto lento, soprattutto nella prima parte e bisogna attendere un po’ prima di vedere un vero scontro a fuoco.

Regia non proprio ispirata

Le stesse battaglie sono fiacche, riprese tendenzialmente a distanza mantenendo l’inquadratura sempre piuttosto stabile ed evitando l’effetto shacky cam (camera mossa) spesso utilizzato per rendere più dinamiche le scene d’azione. Un approccio quindi piuttosto cauto quello del regista Nicolai Fuglsig, qui alla sua opera prima, che non osa in scelte registiche ardite, preferendo quindi una messa in scena che risulta abbastanza anonima.
Pur essendo le riprese piuttosto pulite, manca però la chiarezza nella geografia dei luoghi: le distanze tra i vari gruppi militari avversari non sono sempre chiare e spesso si ha la sensazione di vedere soldati che sparano al nulla.

Chris Hemsworth in 12 Soldiers
Chris Hemsworth è il Capitano Nelson

Lo svantaggio tecnologico non aumenta la tensione

Il film, diciamolo, si lascia guardare, anche se gli spunti interessanti sono realmente pochi. Potenzialmente interessante la sfida che gli iper tecnologici volontari americani si trovano a dover affrontare nel deserto afghano, costretti a non poter contare sui propri armamenti adattandosi, ad esempio, all’utilizzo dei cavalli (pur non avendo mai cavalcato prima), anche durante i pirotecnici scontri con i carrarmati talebani. Tuttavia i momenti in cui si teme per il destino dei protagonisti, dove l’asticella della tensione dovrebbe alzarsi sensibilmente, sono rari e giusto accennati. Il risultato è un film che vorrebbe rappresentare una missione estremamente rischiosa, ma il pericolo non lo si vede nemmeno attraverso il mirino di un fucile.

12 Soldiers, diretto da Nicolai Fuglsig, con Chris Hemsworth, Michael Shannon, Michael Peña, è uscito nelle sale italiane l’11 luglio 2018, distribuito da 01 Distribution.

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